MELBOURNE — L’influenza aviaria ad alta patogenicità H5 ha raggiunto per la prima volta la popolazione di pinguini minori di Phillip Island, nello Stato del Victoria. La conferma arriva a pochi giorni dall’annuncio del governo statale di un programma di vaccinazione destinato a proteggere migliaia di esemplari.

Il pinguino risultato positivo è morto. Le autorità non hanno reso noto il punto esatto in cui è stato rinvenuto, precisando tuttavia che non si trovava nell’area della celebre Penguin Parade, una delle principali attrazioni turistiche dell’isola.

La notizia desta particolare preoccupazione perché Phillip Island ospita circa 40.000 pinguini minori, la più grande colonia mondiale della specie. Un focolaio esteso potrebbe provocare una mortalità significativa e avere conseguenze anche sull’ecosistema dell’isola.

“È devastante”, ha commentato Euan Ritchie, professore di ecologia e conservazione della fauna selvatica alla Deakin University. Lo studioso ha ricordato come Phillip Island ospiti numerose specie native, tra cui foche orsine australiane, bandicoot orientali barrati e bush stone-curlew recentemente reintrodotti. “I governi devono mettere a disposizione tutte le risorse necessarie per aiutare la fauna selvatica a sopravvivere e a riprendersi da questa epidemia di influenza aviaria”, ha affermato.

Il governo del Victoria aveva annunciato mercoledì quello che viene descritto come il più grande programma al mondo di vaccinazione contro l’H5 rivolto a uccelli selvatici. L’obiettivo è vaccinare fino a 5.000 pinguini minori nelle colonie di Phillip Island e della spiaggia di St Kilda, a Melbourne.

L’operazione presenta notevoli difficoltà logistiche. I pinguini selvatici devono infatti ricevere due dosi, somministrate a distanza di alcune settimane. La strategia è stata ritenuta praticabile perché gli animali tendono a tornare ogni sera nelle stesse tane, permettendo agli operatori di intercettare gli esemplari e completare il ciclo vaccinale.

La scoperta del primo caso sull’isola introduce però un elemento di urgenza: per alcuni animali potrebbe essere già troppo tardi perché le due dosi producano in tempo una protezione immunitaria efficace.

“Sappiamo che la presenza del virus in un pinguino minore a Phillip Island è motivo di preoccupazione”, ha dichiarato James Todd, responsabile della biodiversità del Victoria. Nonostante ciò, ha aggiunto, la vaccinazione della colonia dell’isola e di quella di St Kilda resta “un modo significativo” per contribuire a ridurre l’impatto dell’H5.

Il responsabile veterinario del Victoria, Graeme Cooke, ha spiegato che Agriculture Victoria e Phillip Island Nature Parks hanno attivato i piani per la vaccinazione non appena il governo federale ha autorizzato l’impiego dei vaccini per le specie di uccelli autoctoni considerate prioritarie.

“Agriculture Victoria sta lavorando a stretto contatto con Phillip Island Nature Parks per sostenere la vaccinazione dei pinguini minori da lunedì”, ha dichiarato Cooke.

Il governo statale ha sottolineato che i pinguini minori sono una specie “iconica e molto apprezzata” dalla popolazione del Victoria e che la protezione delle colonie rappresenta una priorità.

Il caso di Phillip Island non è l’unico segnale della diffusione dell’H5 in Victoria. Le autorità hanno confermato altri due casi in sterne crestate maggiori, una rinvenuta a Lakes Entrance e l’altra a Dromana, nella Mornington Peninsula.

Secondo Todd, il caso di Lakes Entrance è particolarmente significativo perché indica che il virus continua a spostarsi attraverso le popolazioni di uccelli selvatici dello Stato.

Anche il vicino NSW sta rafforzando la sorveglianza. Sabato le autorità hanno confermato il quinto caso nello Stato, individuato in una sterna a Eden, sulla costa meridionale al confine con il Victoria.

Gli altri due casi confermati in uccelli selvatici del NSW erano stati registrati a Narooma, sulla costa meridionale, e a Wentworth, nell’estremo sud-ovest dello Stato. Tutti i casi finora confermati nello Stato hanno riguardato sterne crestate maggiori.

L’arrivo dell’H5 nella colonia di Phillip Island segna dunque un passaggio delicato per la gestione dell’epidemia in Australia: mentre le autorità accelerano la campagna vaccinale, resta da capire se l’intervento riuscirà a proteggere una delle popolazioni di pinguini minori più importanti del pianeta prima che il virus possa diffondersi ulteriormente.