BUENOS AIRES – È entrata in vigore martedì 11 agosto una nuova procedura, voluta dal governo nazionale, per far pagare l’assistenza sanitaria agli stranieri che non hanno la residenza permanente nel Paese.

La misura è stata stabilita attraverso la Risoluzione 1066/2026 del ministero della Salute, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e firmata dal ministro della Salute Mario Lugones, ed è entrata in vigore con effetto immediato.

La normativa prende il nome di “Procedura operativa per l’assistenza sanitaria delle persone straniere nelle strutture sanitarie amministrate dallo Stato nazionale” e regolamenta le modifiche che il Dnu 366/2025 aveva introdotto mesi prima nella Legge sulle migrazioni.

Il suo primo articolo precisa che il nuovo regime si applica a tutti gli stranieri che non dispongano della residenza permanente nel Paese.

Un punto centrale per comprendere la portata della risoluzione è che non dispone il pagamento obbligatorio in tutti gli ospedali pubblici dell’Argentina, ma unicamente nelle strutture sanitarie amministrate dallo Stato nazionale. Le province e i comuni mantengono la propria facoltà di decidere se applicare o meno un sistema analogo nei propri centri sanitari.

La misura nazionale arriva infatti dopo che diverse giurisdizioni avevano già proceduto per proprio conto. Salta è stata la prima a introdurre, nel 2024, il pagamento per gli stranieri privi di copertura sanitaria e le autorità della provincia hanno attribuito proprio a questa politica una diminuzione del 95 per cento della domanda di assistenza da parte dei pazienti stranieri.

Successivamente si sono aggiunte Santa Cruz, Mendoza e Jujuy, mentre la Città di Buenos Aires ha introdotto un proprio sistema attraverso una risoluzione del ministro porteño Fernán Quirós, applicabile agli esami e alle prestazioni programmate, ma non all’assistenza di pronto soccorso che resta gratuita e universale. 

Secondo il meccanismo approvato dal ministero della Salute nazionale, chi non sia in grado di dimostrare di avere la residenza permanente e necessiti di una prestazione programmata o abituale dovrà presentare un’assicurazione sanitaria valida oppure pagare anticipatamente la tariffa prevista.

Se il paziente dispone di una polizza privata, l’ospedale fatturerà direttamente alla compagnia assicurativa. Se non ne dispone, prima di ricevere la prestazione sarà indirizzato all’ufficio fatturazione, dove il costo sarà calcolato secondo il tariffario della struttura e dovrà pagare l’intero importo preventivato.

La risoluzione ha mantenuto, tuttavia, un’eccezione che lo stesso testo definisce centrale: in caso di emergenza, a nessuna persona straniera potrà essere negata l’assistenza, indipendentemente dalla sua situazione migratoria o dalla sua capacità di pagare in quel momento.

È considerata emergenza qualsiasi situazione che comporti un rischio certo e imminente per la vita o per una funzione vitale, come un infarto, un ictus, un trauma grave o un’emorragia. In questi casi, l’assistenza deve essere immediata e la situazione amministrativa del paziente viene verificata soltanto successivamente, una volta superata la fase critica.

Gli stranieri con residenza permanente, invece, non sono interessati dal cambiamento: continueranno ad accedere al sistema sanitario pubblico alle stesse condizioni dei cittadini argentini. Per dimostrare tale condizione dovranno presentare il Documento nazionale d’identità (Dni) nel quale risulti la categoria di residente permanente.

Coloro che abbiano smarrito il documento o ne abbiano uno in corso il rinnovo potranno presentare temporaneamente la “Constancia de residencia permanente en trámite”, rilasciata digitalmente dalla Direzione Nazionale delle Migrazioni attraverso il sistema Radex.

Il governo nazionale ha inquadrato la misura come un tentativo di mettere ordine nei circuiti amministrativi e finanziari degli ospedali che dipendono dallo Stato nazionale, senza modificare l’obbligo di prestare immediatamente assistenza in qualsiasi emergenza medica.