LONDRA (INGHILTERRA) - Roberto De Zerbi guarda al futuro con la consapevolezza che il Tottenham abbia davanti a sé un percorso ancora lungo, ma anche con la convinzione di aver posto le basi per una nuova ripartenza.

Dopo una stagione vissuta all’insegna della sopravvivenza, l’allenatore italiano considera quella ormai alle porte come la prima vera occasione per costruire qualcosa di duraturo. “Penso che stiamo lavorando bene - ha detto ai microfoni di Sky Sport -. Siamo un po’ in difficoltà perché alcuni giocatori arrivano dalla Coppa del Mondo o da situazioni particolari, però non ci lamentiamo. Abbiamo fatto una bella esperienza in Australia e Nuova Zelanda, dove abbiamo lavorato bene e giocato partite vere. Abbiamo anche vinto, quindi stiamo cambiando un po’ le abitudini rispetto all’anno scorso, ed è una cosa importante. Adesso continuiamo: abbiamo ancora dieci giorni prima dell’inizio del campionato. Cerchiamo di inserire al meglio i giocatori che stanno arrivando, come Senesi, Bentancur e Pape Sarr, e di completare la rosa, perché sul mercato abbiamo ancora qualcosa da fare”.

Tra i nuovi arrivati c’è Sandro Tonali, per il quale De Zerbi ha avuto un ruolo importante nella scelta di Londra: “Se davvero l’ho convinto io non può che farmi piacere. Gli ho detto la verità, perché ai giocatori dico sempre quello che penso. Credo che lui sia un giocatore che è sempre stato un leader nelle squadre in cui ha giocato. Penso che qui, in una fase di ricostruzione, possa ritagliarsi un ruolo importante. Questo è il primo anno ‘vero’:

l’anno scorso è stato un anno di sopravvivenza, mentre questa stagione è la prima in cui possiamo ripartire veramente per creare qualcosa di duraturo nel campionato più difficile d’Europa. Tonali può diventare un leader. Lo era già quando io guardavo il Brescia, la squadra della mia città per cui faccio il tifo: a 18 anni giocava già da veterano. Credo che questa sia una cosa che io e il Tottenham potevamo offrirgli più di altre squadre”.

Sulla differenza tra Italia e Inghilterra: “Qui si vive il calcio in maniera diversa, ci sono meno ritiri, che sono occasioni importanti per passare del tempo insieme. Però è anche vero che in Italia c’è più pressione, e spesso ce la creiamo da soli. Qui il calcio è vissuto in maniera diversa. L’Argentina al Mondiale ha fatto scuola: lo spirito di gruppo, il giocare per qualcosa che è più importante del semplice risultato, andare oltre. Credo che questo si possa cercare di costruire. Non è facile, ma deve essere un obiettivo”.

La nuova stagione porterà anche un incrocio speciale. De Zerbi ritroverà da avversario Enzo Maresca, ora alla guida del Manchester City: “Ci siamo già incontrati quando lui era collaboratore di Guardiola, ma mai, credo, da allenatori di prima squadra. Sono contento perché è un amico. Con Enzo ci conosciamo da quando avevamo 13 anni. Lui ha fatto alcuni anni nel settore giovanile del Milan, poi è andato via e ci siamo persi di vista. In seguito ci siamo ritrovati e siamo sempre rimasti in contatto. Siamo amici. È diventato un grande allenatore. Ha fatto una strada diversa dalla mia, ma sono molto contento per lui. Adesso allena una grande squadra, come già faceva l’anno scorso al Chelsea”.

Dal presente al passato, De Zerbi torna poi al Milan e a un ricordo particolarmente significativo. La scomparsa di Franco Baresi ha toccato profondamente l’allenatore del Tottenham: “Ho sofferto molto per questa notizia, perché mi sono allenato diversi anni con il Milan degli ‘Invincibili’: Baresi, Maldini, Tassotti, Costacurta, Boban e tutti gli altri. Baresi era davvero speciale, e lo è stato anche con me. Forse perché eravamo entrambi bresciani, ma con me ha sempre avuto un rapporto particolare e affettuoso: mi strizzava l’occhio, mi dava una pacca sulla spalla. Io ero un ragazzino, avevo 14, 15, 16 anni, e lui aveva un carattere incredibile”.

“Ci sono alcune scene che ricordo bene: bastava un suo sguardo per far sentire piccoli anche dei campionissimi - ha aggiunto De Zerbi -. Aveva personalità fuori dal comune, oltre al giocatore che è stato. Probabilmente è stato il più grande difensore che io abbia visto dal vivo, insieme a Maldini. Era davvero un calciatore di altri tempi”.

Infine, il tecnico guarda agli obiettivi del Tottenham: “Prima dobbiamo chiudere il mercato e completarlo, come abbiamo in mente. Poi c’è poco da fare voli con la fantasia. Bisogna creare un chiaro stile di gioco e una chiara anima di squadra. Probabilmente, se negli anni precedenti i risultati non sono andati nella direzione giusta, è anche perché entrambe queste cose sono mancate. Poi vedremo, perché la Premier League è molto competitiva. Tante società parlano di ‘progetti’ ma poi solo poche riescono a portarli avanti in maniera concreta. Noi vogliamo stare qui per più anni e riportare il Tottenham al top della classifica. Per arrivare a competere ai vertici passeranno diversi step, perché non è così scontato fare un buon mercato e arrivare subito a competere con le squadre che sono al vertice del campionato. Poi si vedrà”, ha concluso De Zerbi.