MADRID - Tensione e profonda apprensione continuano a segnare la quotidianità a Ceuta, dove la drammatica crisi migratoria ha provocato forti proteste da parte dei cittadini e un deciso intervento istituzionale da parte del governo spagnolo. 

Al suo arrivo per l’incontro con il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles è stata accolta da fischi e dure contestazioni. Diversi residenti l’hanno fermata per denunciare l’operato delle autorità: “L’intero governo non ha vergogna”, ha gridato un partecipante alla scena, mentre la ministra osservava le proteste. 

Particolarmente toccante è stato l’incontro, presso il Palazzo Autonomo (sede del governo cittadino), con Pepi, un’operatrice sanitaria in pensione. Tra le lacrime, la donna ha implorato la ministra di non “abbandonare” la città autonoma a quasi due settimane dall’ingresso di 72mila migranti irregolari dal Marocco, secondo le cifre ufficiali. 

“Siamo stati lasciati a noi stessi. Ci sentiamo maltrattati”, ha affermato la donna, aggiungendo: “Vivo da sola e non mi sono mai sentita così. Chiudo la finestra, la porta, osservo tutto. Ho dormito pochissimo la notte scorsa. Ho preso un coltello perché ho paura”. Pepi ha rivendicato che Ceuta è una città spagnola “tanto quanto qualsiasi altra”, sottolineando che si tratta di un luogo accogliente ma ribadendo la sua esasperazione: “Siamo molto orgogliosi di essere spagnoli. Non si può andare in spiaggia o uscire in pace”, ha protestato, smentendo le notizie di un ritorno alla “normalità”. 

La ministra Robles ha confortato la pensionata dicendosi “dispiaciuta” per la situazione in città, invitandola a prendere un caffè e ringraziandola per la sua testimonianza. In seguito, il personale militare di scorta ha accompagnato Pepi e un altro residente al Comando Generale di Ceuta. 

Oltre a rispondere alle sollecitazioni dei cittadini, la ministra Robles ha usato toni fermi in conferenza stampa per blindare la sovranità nazionale e rispondere alle ultime dichiarazioni giunte da Rabat. “Deve essere ben chiaro che quanto accaduto il 30 luglio non deve ripetersi e che Ceuta e Melilla non sono solo spagnole: sono profondamente spagnole. Proprio per questo motivo, non si toccano; qualsiasi aggressione contro Ceuta e Melilla è un’aggressione contro la Spagna nel suo complesso”, ha scandito con forza la titolare della Difesa. 

La presa di posizione della ministra è arrivata in replica alle parole del ministro della Giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi, che, a giudizio di Robles, “hanno nuovamente messo in dubbio” la sovranità spagnola sulle due enclave. In un’intervista rilasciata il giorno precedente, Ouahbi aveva ribadito che l’autorità su Ceuta e Melilla resta una questione “irrisolta”, pur delineandola come una prospettiva politica “a lungo termine”. 

Il ministro marocchino aveva, inoltre, dichiarato che “a settembre ci saranno incontri con il Marocco e la Spagna, e noi restiamo fermi sulla nostra posizione riguardo ai nostri territori. Serve un approccio a lungo termine: noi vogliamo risolvere la questione attraverso il dialogo”, riaprendo una vertenza diplomatica a cui Madrid ha inteso rispondere ribadendo l’inviolabilità dei propri confini territoriali.