GINEVRA - L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Omd) ha espresso una forte preoccupazione per la nuova riforma dei vaccini pediatrici promossa dal presidente statunitense Donald Trump, sottolineando come le misure adottate vadano contro “decenni di prove scientifiche”.
Lunedì 10 agosto, Trump ha firmato un ordine esecutivo destinato a modificare profondamente l’approccio del governo federale alle vaccinazioni infantili. Il provvedimento riduce il numero di immunizzazioni raccomandate nei primi anni di vita, promuove una revisione dell’obbligo vaccinale scolastico e ribadisce la richiesta di separare il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) in tre somministrazioni distinte, una scelta contraria all’ampio consenso scientifico.
L’ordine esecutivo suddivide il calendario vaccinale pediatrico in tre distinte categorie. Per quanto riguarda le vaccinazioni universali, a tutti i bambini continueranno a essere raccomandate le immunizzazioni contro morbillo, parotite, rosolia, difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B, malattia pneumococcica, HPV e varicella.
Al contrario, per le categorie ad alto rischio, soltanto ai bambini appartenenti a gruppi a rischio verrebbero riservati gli anticorpi monoclonali contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) e i vaccini contro epatite A, epatite B, meningococco B, meningococco ACWY e dengue. Un’impostazione che riduce l’attuale calendario che finora raccomandava la maggior parte di queste profilassi alla generalità dei bambini.
Infine, per la valutazione condivisa, la scelta relativa ad altre vaccinazioni (tra cui rotavirus, malattia meningococcica, influenza e Covid-19) verrebbe affidata a una decisione concordata tra i genitori e il medico curante.
Questa iniziativa segue un precedente tentativo condotto a gennaio dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) per ridurre le vaccinazioni pediatriche raccomandate, poi bloccato da un giudice a seguito dei ricorsi di diverse organizzazioni mediche. Negli ultimi mesi, Trump ha sollecitato il ministro della Salute, Robert F. Kennedy Jr., ad accelerare la revisione del calendario e ad avviare ricerche su un ipotetico legame tra vaccini e autismo, sebbene numerosi e ampi studi scientifici non abbiano mai riscontrato alcuna prova di un nesso causale.
Le misure promosse da Kennedy Jr. (fondatore di un gruppo antivaccinista e da tempo sostenitore dell’ipotesi infondata che lega il vaccino MMR all’autismo) hanno suscitato la ferma reazione dei vertici dell’Oms. Kennedy ha infatti avviato una revisione dei vaccini in uso da decenni, rimodellato il calendario infantile e tagliato i finanziamenti per lo sviluppo di nuovi sieri, decisioni ampiamente condannate dalla comunità scientifica e in parte già sospese dai tribunali statunitensi all’inizio dell’anno.
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è intervenuto per ribadire che la scienza è “inequivocabile: i vaccini, incluso il vaccino MMR, sono sicuri e non causano l’autismo”.
Tedros ha espresso, in un post su X, una profonda apprensione per le scelte di Washington, avvertendo che “le politiche vaccinali dovrebbero essere guidate da una revisione rigorosa, indipendente e trasparente delle migliori evidenze scientifiche disponibili, non da influenze politiche”. L’Oms si dice “preoccupata che i recenti cambiamenti della politica vaccinale statunitense non siano in linea con decenni di evidenze, che dimostrano quando i bambini sono più vulnerabili alle malattie”.
Il capo dell’organizzazione ha ricordato che “i vaccini offrono la protezione più efficace, è fondamentale stabilire quante dosi sono necessarie e quali vaccini possono essere somministrati insieme in sicurezza”, specificando che “queste evidenze vengono continuamente riviste man mano che emergono nuovi dati da tutto il mondo”.
Tedros ha infine lanciato un monito sui rischi dei ritardi nelle somministrazioni: “ritardare le vaccinazioni o separare le dosi inutilmente non rende la vaccinazione più sicura e può lasciare i bambini non protetti”.