ROMA - Doveva essere pubblicato poco dopo la Costituente di metà giugno, ma il programma di Futuro Nazionale arriva in una mattinata di agosto e riaccende subito lo scontro politico. Roberto Vannacci mette nero su bianco la prima parte della sua proposta per l’Italia, con altri due capitoli attesi nelle prossime settimane.
Dal tema della “remigrazione” all’abolizione della legge Mancino, dalla valorizzazione del Made in Italy allo stop alle armi per l’Ucraina, il testo contiene diversi punti di convergenza con l’esecutivo di centrodestra ma anche possibili frizioni, soprattutto con Forza Italia. A far esplodere la polemica è però il passaggio sul “patriarcato mediterraneo”.
Nel documento vengono indicate quattro “linee rosse insindacabili”, ovvero “la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l’identità cristiana e la concezione romana del diritto”. Sono punti che potrebbero rendere più difficile una collaborazione con il partito di Antonio Tajani, in particolare sul fine vita, tema su cui Forza Italia si è spesa in Senato nel corso dell’anno.
Il Partito democratico attacca soprattutto la parte dedicata alla “difesa del patriarcato mediterraneo”. Nel programma si sostiene che “dove scompare ogni traccia della società patriarcale va diffondendosi un preoccupante aumento della violenza sulle donne”. Il senatore dem Filippo Sensi definisce la frase “una macabra barzelletta”, mentre Valeria Valente parla di “una follia del suprematismo maschile” e di “una teoria delirante, anticostituzionale e di stampo fascista”.
La “Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro 2027-2037”, così battezzata dall’ideologo vannacciano Lorenzo Gasperini, ruota attorno a quattro cardini: economia, immigrazione, sicurezza ed energia.
Sul piano economico, la proposta punta sulla semplificazione fiscale e sulla piena occupazione, da raggiungere anche attraverso un “database unico di collocamento” e con l’eliminazione dei sussidi per chi rifiuta un’offerta di lavoro. Nel programma industriale trova spazio la valorizzazione del Made in Italy, inteso come “agroalimentare di qualità” e “artigianato ad alto valore aggiunto”.
Su immigrazione e sicurezza, Vannacci riprende le parole d’ordine usate negli ultimi mesi: “remigrazione” e “tolleranza zero”. Il programma prevede il divieto di sbarco, lo stop ai decreti flussi e ai ricongiungimenti familiari, oltre alla richiesta di vent’anni di residenza per ottenere la cittadinanza italiana, con un test di lingua e cultura generale.
La ricetta securitaria comprende anche l’impiego dell’esercito nelle “zone ad alta densità criminale”, l’aumento dei posti nelle carceri e l’abbassamento a 12 anni dell’età di imputabilità dei minori.
Sul fronte energetico, il programma esprime un netto no al Green Deal e alla transizione verso i motori elettrici prevista per il 2035. Restano invece l’apertura all’acquisto di gas russo e al nucleare di nuova generazione.