WASHIGNTON - Non una fuga ma un coordinamento con i servizi segreti. Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato di essersi limitato a seguire le indicazioni dei Servizi Segreti in merito al volo misterioso effettuato il mese scorso nel rientro dal summit di Ankara dopo una minaccia contro di lui.
“Dipende esclusivamente dal Secret Service. Io mi limito a seguire quello che vogliono fare”, ha detto Trump rispondendo a una domanda sull’operazione. Il presidente ha inoltre affermato di non aver chiesto molti dettagli sulla minaccia che aveva portato all’adozione delle eccezionali misure di sicurezza.
Secondo il New York Times, (che cita due funzionari a conoscenza dell’operazione) sul velivolo ufficiale utilizzato come diversivo, rimasero il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il principale consigliere di Trump per la politica interna Stephen Miller e il direttore della comunicazione della Casa Bianca Steven Cheung.
A bordo c’erano anche i giornalisti del pool presidenziale, che non erano stati informati della minaccia né del trasferimento di Trump. Secondo il Nyt, Rubio era a conoscenza del pericolo, mentre non è chiaro quanti degli altri alti funzionari ne fossero stati informati.
Precauzioni, quelle statunitensi, prese non a caso. Sempre secondo il giornale, l’Iran conosceva con precisione il luogo in cui si trovava il presidente Trump durante il vertice Nato del mese scorso, compreso il piano dell’edificio.
Il pericolo concreto, secondo i servizi Usa comprendeva il rischio specifico di un attacco con un missile terra-aria contro l’aereo presidenziale e la presenza, individuata nei pressi del summit Nato in Turchia, di una persona con un missile portatile.
La minaccia è emersa l’8 luglio, mentre Trump si preparava a partecipare all’ultima giornata del vertice Nato in Turchia. Secondo le fonti, l’intelligence statunitense aveva raccolto diverse informazioni convergenti: esisteva una minaccia specifica dell’utilizzo un missile terra-aria contro l’Air Force One (e quindi qualsiasi velivolo sul quale si trovasse in quel momento il presidente), oltre all’avvistamento di una persona nelle vicinanze del summit con un missile spalleggiabile.
In questo quadro, le informazioni furono considerate sufficientemente credibili da spingere Trump e gli alti funzionari della sua amministrazione a organizzare una complessa operazione diversiva per far lasciare il Paese al presidente. Trump salì inizialmente davanti alle telecamere sul vecchio Air Force One, che aveva annunciato di voler utilizzare “in ricordo dei vecchi tempi”, per poi scendere segretamente dal velivolo nascosto in un mezzo del catering aeroportuale e lasciare la Turchia a bordo di un aereo militare.
Ankara, però, sospetta che il rapporto dell’intelligence israeliana fosse in realtà un espediente per compromettere i negoziati con Teheran. A riferirlo è il portale Middle East Eye.
Parlando con i giornalisti Trump ha nuovamente sottolineato la sua sfiducia nei confronti di Teheran: “Non mi fido dell’Iran e siamo noi a controllare lo Stretto di Hormuz, non loro”, sottolineando inoltre che il Paese sciita “non diventerà il bullo del Medio Oriente”.
Il capo della Casa Bianca ha poi risposto ai cronisti in merito alla possibilità di correre nuovamente per la Casa Bianca nel 2028. “Mi piacerebbe ricandidarmi, ma la legge è molto chiara su questo”, ha dichiarato il presidente. “Tutti mi fanno questa domanda e sapete che la legge è molto chiara”, ha affermato Trump. “Me lo chiedono tutti. Anche stasera, durante l’evento, gridavano ‘2028, signor presidente’“, ha aggiunto.