CANBERRA – Le associazioni imprenditoriali chiedono spiegazioni sulla gestione del piano dell’Australian Taxation Office (ATO) per interrompere i pagamenti delle imposte con carta di credito, accusando il governo di aver lasciato le piccole aziende senza informazioni adeguate per mesi.

Il vice ministro del Tesoro Daniel Mulino ha riferito che l’esecutivo era venuto a conoscenza già a luglio della possibilità che l’ATO smettesse di accettare questo metodo di pagamento una volta entrato in vigore, in ottobre, il divieto imposto dalla Reserve Bank sui ricarichi per chi usa le carte.

La decisione definitiva dell’ufficio fiscale era stata presa soltanto alla fine di settembre.

Dopo le proteste delle piccole imprese, il Partito laburista è intervenuto annunciando che il governo avrebbe coperto fino alla fine dell’anno finanziario le commissioni sostenute dall’ATO per continuare ad accettare le carte.

Mulino ha spiegato che l’esecutivo aveva sollecitato l’ATO a proseguire i negoziati con le società emittenti per trovare una soluzione transitoria, ma che quelle trattative non avevano prodotto un accordo sufficiente a evitare il blocco.

“Il periodo di transizione di due mesi coincideva con la fase più intensa delle dichiarazioni fiscali”, ha detto ospite di ABC Insiders, aggiungendo che l’ATO riteneva inizialmente quel margine sufficiente.

La reazione delle imprese ha però mostrato il contrario, spingendo il governo a intervenire.

Il direttore generale dell’Australian Chamber of Commerce and Industry (ACCI), Andrew McKellar, ha definito preoccupante il fatto che il settore sia stato informato soltanto poche ore prima dell’entrata in vigore del provvedimento.

“Questo sembra un processo decisionale completamente carente, che ha dato per scontate le piccole imprese. Non può ripetersi”, ha dichiarato.

Mulino ha respinto l’idea che il governo abbia adottato un atteggiamento passivo, pur ammettendo di non essere entrato “in tutti i dettagli” delle trattative tra ATO e società di carte di credito.

Il vice ministro continua a ritenere preferibile una fase di uscita graduale dal sistema, sostenendo che mantenere indefinitamente i pagamenti con carta avrebbe conseguenze pesanti per il bilancio.

McKellar chiede invece una soluzione permanente che permetta alle piccole imprese di continuare a utilizzare questo metodo.

Il ministro dell’Industria Tim Ayres ha respinto le critiche, ricordando che il divieto sui ricarichi introdotto dalla Reserve Bank ha comunque ridotto alcuni costi per le aziende. Ha però escluso che il governo possa semplicemente annullare in modo permanente il piano dell’ATO.

Anche il ministro ombra del Tesoro Tim Wilson ha criticato la mancanza di preavviso, sostenendo che le imprese non dovrebbero venire a conoscenza di decisioni di questo tipo attraverso i giornali.