“Ministro” o “ministra”? “Avvocato” o “avvocata”? E che cosa succede quando, al posto delle tradizionali desinenze maschili e femminili, compaiono un asterisco o una schwa? Le parole che scegliamo raccontano come cambia la società e come riconosciamo noi stessi e gli altri. Da questi interrogativi prenderà avvio la conferenza in programma venerdì 23 ottobre alla Dante Alighieri Society Brisbane.
L’incontro è l’edizione 2026 della Castellano Memorial Lecture, l’appuntamento annuale dedicato alla memoria del dottor Francesco Castellano (1899–1976), che nel 1952 rifondò la Dante di Brisbane, dopo la sospensione delle attività nel 1939. La conferenza ne ricorda l’impegno invitando ogni anno un relatore ad approfondire un tema legato alla cultura italiana.
Quest’anno sarà la dottoressa Adriana Díaz, director of teaching and learning e senior lecturer nel programma di Studi spagnoli e latinoamericani della School of Languages and Cultures della University of Queensland, a guidare il pubblico attraverso un tema che continua a suscitare discussioni.

Il suo intervento, Italian in Motion: Gender, Language and the Words We Live By - L’italiano in movimento: genere, lingua e le parole che abitiamo, si inserisce nella XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata al tema ‘Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano’.

Le lingue non sono mai ferme: cambiano insieme alle comunità che le parlano, talvolta quasi impercettibilmente, altre volte tra polemiche e resistenze. Negli ultimi quarant’anni, il dibattito italiano sul rapporto tra genere e linguaggio si è ampliato: dalle forme femminili dei titoli professionali alle proposte che cercano di andare oltre la distinzione binaria tra maschile e femminile.
Che cosa rende una forma familiare e un’altra strana, scomoda o inaccettabile? Ripercorrendo alcuni passaggi della recente storia sociale e linguistica dell’italiano, Díaz esplorerà il rapporto tra lingua, identità, appartenenza e cambiamento sociale.

Per gli italiani che vivono all’estero, questi interrogativi possono assumere un significato particolare. La lingua è un legame con il Paese d’origine, ma anche uno spazio di incontro tra generazioni, percorsi migratori ed esperienze differenti. Riflettere sull’italiano di oggi significa quindi interrogarsi anche sul modo in cui viene conservato, trasformato e trasmesso lontano dall’Italia.

La conferenza si concluderà con uno sguardo all’insegnamento. Díaz presenterà una nuova risorsa educativa aperta, realizzata insieme ad altri colleghi, per aiutare i docenti a esplorare il linguaggio inclusivo rispetto al genere in diverse lingue e contesti didattici. Un invito ad affrontare queste domande con curiosità e spirito critico, prestando attenzione agli studenti e alle comunità con cui si lavora.