TORINO - Il 15 ottobre 1967 morì tragicamente a Torino, dopo essere stato investito nel centro cittadino, Luigi Meroni.
Esterno di classe, fantasista di talento, ala rapida e abile nel dribbling, Meroni fu uno dei calciatori più talentuosi del campionato italiano. A ricordarlo è proprio il club granata sul proprio sito Internet.
Nato a Como il 24 febbraio 1943, arriva al Toro dal Genoa per oltre 300 milioni di lire, all’epoca cifra record per un calciatore di soli 21 anni. È il Toro del tecnico Nereo Rocco, di Giorgio Ferrini, Giorgio Puia, Angelo Cereser, Giambattista Moschino e Natalino Fossati. Meroni giocò con il 7 sulla schiena, i calzettoni sempre arrotolati e la maglia fuori dai pantaloncini. Le voci insistenti di un suo passaggio alla Juve, per 750 milioni di lire, scatenarono una specie di “insurrezione” popolare, facendo saltare il trasferimento.
In Nazionale collezionò appena sei presenze (arricchite da due gol) perché volle tenersi i capelli e la barba lunghi, cosa che non piaceva al ct azzurro Edmondo Fabbri. Con il quale però le cose andranno meglio, per merito di entrambi, quando “Mondino” passerà da allenatore dell’Italia proprio sulla panchina del Toro. Alle fredde statistiche la sua esperienza in granata fruttò 122 presenze e 25 gol.