ROMA - La Cgil torna in piazza e dà già appuntamento alla prossima mobilitazione: sarà sciopero generale il 20 novembre, il quinto di fila del sindacato in tempi di manovra del governo Meloni. Il segretario generale Maurizio Landini dalla manifestazione a Roma promossa insieme alla Via maestra, che vede sfilare anche i big del campo largo - non manca l’abbraccio con la segretaria del Pd, Elly Schlein, e lo scambio di battute con il leader M5s, Giuseppe Conte - mette subito in chiaro che non intende fermarsi e rilancia.

Per dare un futuro ai giovani e al Paese bisogna dare le risposte che occorrono, “non le marchette elettorali”, dice attaccando il governo Meloni: risposte a partire dalla prossima legge di Bilancio. La data dello sciopero generale coincide con quella della mobilitazione europea degli studenti, che intanto affollano il corteo per le strade di Roma.

“Siamo più di 100.000, siamo davvero tanti che da questa piazza parlano al Paese. È ora di riprenderci la parola”, esordisce Landini dal palco allestito in piazza del Popolo, mentre la coda del corteo è ancora in piazza della Repubblica. Sotto il palco lo ascoltano Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs (che per l’occasione indossa un caschetto della Fiom), Conte è tra i manifestanti.

Il filo comune è intanto la difesa della Costituzione, della sanità e della scuola pubblica, l’ambiente, il lavoro dignitoso, il salario degli italiani “dimenticato dal governo di Giorgia Meloni, come anche l’industria di questo Paese”, afferma Schlein arrivando alla manifestazione.

Del resto il menù del sindacato e delle oltre cento associazioni laiche e cattoliche che compongono la Via maestra, mobilitate sotto lo slogan “Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione”, è variegato. Le richieste vanno dall’aumento dei salari e delle pensioni alla lotta alla precarietà, all’appello per mettere fine alle vittime sul lavoro (“una guerra in casa con tre morti al giorno”) al no agli investimenti in armi ma in sanità, istruzione, casa.

Con lo sguardo sempre rivolto alla difesa della democrazia e della Carta, perché - è il leitmotiv - va attuata e non cambiata. Non manca di riecheggiare il no alla legge elettorale.