CANBERRA – Il debito lordo federale australiano ha raggiunto per la prima volta mille miliardi di dollari, segnando un passaggio simbolico per i conti pubblici a due decenni di distanza dal giorno in cui il governo Howard annunciò l’azzeramento del debito netto.

L’Australian Office of Financial Management porterà formalmente il totale oltre la soglia in giornata, con l’emissione di altri 4 miliardi di dollari in Buoni del Tesoro.

Il debito lordo equivale attualmente a circa il 34 per cento del PIL e, secondo le previsioni, dovrebbe salire al 35,8 per cento entro il 2029.

A crescere rapidamente è anche il costo degli interessi. Il Dipartimento del Tesoro prevede una spesa di 29,5 miliardi nell’attuale esercizio finanziario, destinata a raggiungere 42,2 miliardi entro il 2030.

Il Parliamentary Budget Office stima che il costo del servizio del debito passerà dal 4,1 per cento della spesa federale nel 2024-25 al 6,2 per cento nel 2029-30.

La soglia dei mille miliardi viene raggiunta vent’anni dopo il 21 aprile 2006, quando l’allora ministro del Tesoro Peter Costello annunciò che il governo Howard aveva eliminato gli ultimi 96 miliardi di debito netto pubblico. La giornata venne successivamente ricordata come “Debt Free Day”.

Il confronto storico ha immediatamente riacceso lo scontro politico.

Un portavoce del ministro del Tesoro Jim Chalmers ha sostenuto che, secondo le impostazioni di bilancio ereditate dalla Coalizione, il debito lordo avrebbe superato mille miliardi già tre anni fa e oggi sarebbe vicino a 1.200 miliardi.

Il governo afferma inoltre di avere evitato oltre 70 miliardi di dollari di interessi rispetto alle proiezioni lasciate dalla precedente amministrazione.

Resta tuttavia il fatto che il debito nazionale è oggi superiore di oltre 100 miliardi rispetto al momento dell’arrivo al governo Laburista ed è destinato a lievitare di altri 250 miliardi nei prossimi tre anni.

Secondo un’analisi basata sulle impostazioni di bilancio della Coalizione nel 2022, ma applicando le maggiori entrate incassate successivamente dal governo Laburista, il bilancio sarebbe risultato in avanzo in ciascuno degli ultimi quattro anni.

L’analista indipendente Evan Lucas ha indicato come problema principale la crescita dei grandi programmi federali non sottoposti a riforme sufficienti.

“A questo punto il debito viene utilizzato per finanziare programmi consolidati che non vengono riformati - ha affermato -. Non è necessariamente denaro che produce il miglior rendimento possibile.”

Lucas ha comunque sottolineato che il rapporto tra debito e PIL australiano resta contenuto rispetto a molte altre economie avanzate.

Il bilancio 2026-27 indica un debito lordo di 1.051 miliardi al 30 giugno 2027 e prevede il ritorno al pareggio nel 2034-35.

Il portavoce dell’opposizione per la Difesa James Paterson ha invece sostenuto che il peso finirà soprattutto sulle generazioni più giovani, accusando Chalmers di non avere contenuto la spesa nonostante entrate ai massimi degli ultimi 25 anni.

Di segno opposto l’intervento dell’ex senatore Laburista Pat Conroy, secondo cui concentrare il dibattito sul debito lordo sarebbe fuorviante.

A suo giudizio, il dato più utile è quello del debito netto, che tiene conto anche delle attività finanziarie detenute dallo Stato.

La soglia dei mille miliardi ha quindi soprattutto un forte valore politico e simbolico. La sostenibilità dei conti dipenderà però meno dal numero in sé e più dalla capacità futura del governo di contenere la spesa, preservare la crescita economica e gestire un conto degli interessi destinato a diventare sempre più pesante.