CANBERRA – Il nuovo accordo di difesa tra Australia e Fiji resterà volutamente privo di indicazioni rigide sulle misure da adottare in caso di conflitto, lasciando ai due governi un ampio margine di decisione sull’eventuale risposta.

L’Ocean of Peace Alliance e la Vuvale Union, firmate a luglio, impegnano Canberra e Suva a ritenere un attacco armato contro una delle due parti come un attacco a entrambe.

Si tratta della quarta alleanza formale sottoscritta dall’Australia, dopo quelle con Stati Uniti, Nuova Zelanda e Papua Nuova Guinea, e della prima per Fiji.

Una commissione parlamentare incaricata di esaminare gli accordi ha però ascoltato che la formulazione dell’obbligo di difesa reciproca è volutamente ampia.

Laura Darlington, rappresentante del Dipartimento della Difesa, ha spiegato che l’Ocean of Peace Alliance “non è deliberatamente prescrittiva” sulle azioni da intraprendere.

L’accordo stabilisce che le parti debbano “agire per fronteggiare il pericolo comune”, ma non specifica automaticamente l’impiego di forze militari.

La formulazione presenta alcune somiglianze con il trattato ANZUS, alla base dell’alleanza tra Australia e Stati Uniti, che prevede consultazioni e un impegno ad affrontare una minaccia comune senza imporre necessariamente un intervento armato immediato.

La più dettagliata Vuvale Union, il cui nome deriva dalla parola figiana per “famiglia”, amplia invece la cooperazione in diversi settori della sicurezza.

L’intesa prende in considerazione anche la presenza continuativa di basi militari e le visite di Paesi esterni all’accordo come possibili questioni di sicurezza regionale.

Secondo Jan Hutton, rappresentante del Dipartimento degli Affari Esteri, non è necessario che una visita abbia carattere strettamente militare per suscitare preoccupazioni, qualora possa compromettere la sicurezza di Fiji, dell’Australia o dell’intera regione.

Gli accordi prevedono inoltre esercitazioni congiunte delle forze australiane e figiane sul territorio di Fiji. Darlington non ha escluso che, in futuro, alcune unità possano essere maggiormente integrate, pur precisando che al momento non esistono piani in tal senso.

La Vuvale Union comprende anche impegni condivisi sul raggiungimento delle emissioni nette zero, sul contrasto alla criminalità internazionale e alla pesca illegale, sulla cybersicurezza e su una maggiore integrazione dei servizi di sicurezza.

L’attuazione dell’accordo costerà a Canberra un miliardo di dollari in dieci anni, di cui 670 milioni destinati a sovvenzioni per polizia, sanità e digitalizzazione.