LHASA - Un violento terremoto di magnitudo 7.0 ha colpito il Tibet, nella Cina sudoccidentale, alle 22:33 ora locale. L’epicentro del sisma è stato localizzato dal China Earthquake Networks Center (CENC) nella contea di Baqên, all’interno della prefettura di Nagqu, nel nord della regione autonoma, a circa 400 chilometri dalla capitale Lhasa.
Secondo le misurazioni cinesi, il sisma si è verificato a una profondità di 10 chilometri, mentre una rilevazione del Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) citata dall’Associated Press ha registrato un ipocentro a 18 chilometri di profondità. La scossa ha interessato un’area montuosa e scarsamente popolata dell’altopiano tibetano, caratterizzata da un’altitudine media di circa 4.864 metri sul livello del mare nel raggio di cinque chilometri dall’epicentro.
Al momento non sono giunte notizie confermate di vittime, feriti o danni materiali. Tuttavia, i filmati diffusi dai media locali gestiti dalle autorità mostrano momenti di apprensione, con numerosi residenti che hanno abbandonato le proprie abitazioni per cercare rifugio all’aperto o all’interno delle auto parcheggiate lungo le strade. Le informazioni iniziali restano preliminari e in attesa dei sopralluoghi completi delle autorità locali.
Sulla base dei dati sismologici cinesi citati dalla Reuters, quello del 22 ottobre si configura come il terremoto più potente registrato sul territorio cinese dal gennaio 2024.
Come evidenziato anche dalla Cnn, la Cina sud-occidentale vanta una lunga storia di eventi sismici di grande intensità dovuti alla dinamica tettonica dell’area, dove la placca indiana scontra e spinge contro quella eurasiatica, il medesimo processo geologico che ha generato la catena dell’Himalaya e il vasto altopiano tibetano. L’area era già stata teatro di eventi devastanti: nel 2010, un sisma di magnitudo 7.1 colpì la vicina regione di Yushu, nella provincia del Qinghai, provocando 2.698 morti e quasi 300 dispersi.