DARWIN - Gli oppositori del fracking nel Beetaloo Basin hanno subito una netta sconfitta giudiziaria dopo che la Corte Federale ha respinto il ricorso contro il progetto pilota Shenandoah, autorizzando di fatto Tamboran B2 a procedere con l’esplorazione di 15 pozzi di gas nel Territorio.
Lock The Gate Alliance aveva chiesto un’ingiunzione per costringere il governo federale a valutare il progetto secondo le norme del cosiddetto water trigger, il meccanismo della legge ambientale nazionale che impone un esame specifico degli effetti sulle risorse idriche per alcune attività estrattive. Oggi, però, il giudice Nicholas Owens ha respinto il caso. Le motivazioni complete non sono ancora state pubblicate.
La decisione consente a Tamboran B2 di proseguire con il progetto Shenandoah, uno dei tasselli centrali dello sviluppo del gas non convenzionale nel Beetaloo Basin. Secondo Lock The Gate, la società aveva già effettuato fracking in cinque pozzi senza deferire il progetto al governo federale per una valutazione ambientale nazionale.
Prima dell’udienza del giugno dello scorso anno, Georgina Woods, responsabile ricerca e indagini di Lock The Gate Alliance, aveva espresso profonda preoccupazione per il possibile impatto sulle falde acquifere. “Siamo molto preoccupati per il potenziale del progetto di incidere in modo serio sulle risorse idriche sotterranee tramite la contaminazione - aveva detto -. Tutto il Northern Territory dipende dalle acque sotterranee. L’acqua è vita lassù”.
Il fracking consiste nell’iniettare ad alta pressione una miscela di acqua, sostanze chimiche e sabbia negli strati profondi di scisto per estrarre gas. Per i sostenitori del metodo, è una fonte di energia e di sviluppo economico. Per gli oppositori, è una minaccia per le risorse idriche, soprattutto in territori dove le falde sono essenziali per comunità, agricoltura e ambiente.
Tamboran B2 aveva dichiarato di essere impegnata a rispettare gli standard ambientali. Un anno fa, un portavoce della società aveva definito la causa un altro tentativo fallito di negare i benefici economici e sociali che il progetto Beetaloo porterebbe alle comunità della regione.
Il water trigger federale è stato ampliato dal Parlamento nel 2023 per includere la valutazione degli impatti sulle risorse idriche dei grandi progetti di estrazione del carbone e di gas da giacimenti carboniferi. Tamboran B2 non ha però sottoposto volontariamente il progetto al regolatore nazionale e il governo non lo ha selezionato per un esame specifico.
La società madre Tamboran è il maggiore titolare di concessioni e operatore nel Beetaloo Basin, con circa 770mila ettari netti potenziali. Per Lock The Gate, la battaglia per le acque non finisce qui. Ma in tribunale, almeno per ora, il progetto ha vinto.