BRISBANE - Il governo del Queensland si trova ad affrontare una delle sfide finanziarie più delicate degli ultimi anni. Nonostante un bilancio caratterizzato da pesanti disavanzi e da un debito destinato a superare i 200 miliardi di dollari entro tre anni, il ministro del Tesoro David Janetzki ha dichiarato di non voler rinunciare all’obiettivo di evitare un declassamento del rating creditizio dello Stato.

Presentando il suo secondo bilancio la settimana scorsa, Janetzki ha delineato un percorso che dovrebbe riportare i conti in attivo nel 2029-30, anno successivo alle prossime elezioni statali. Prima di allora, tuttavia, il Queensland dovrà attraversare diversi anni di deficit miliardari, a partire dal disavanzo di 6,17 miliardi di dollari previsto per l’esercizio in corso.

Nonostante le difficoltà, il Tesoriere ha evidenziato segnali incoraggianti per l’economia, sostenuta da una crescita relativamente robusta e da un mercato del lavoro ancora forte. Anche il settore minerario continua a rappresentare una fonte fondamentale di entrate, con le royalties sul carbone che dovrebbero aumentare significativamente grazie a una crescita del 6% delle esportazioni nel 2026-27.

Secondo le stime del governo, le royalties sul carbone raggiungeranno i 6,9 miliardi di dollari nel 2026-27, rispetto ai 4,79 miliardi previsti per il 2025-26. Tuttavia, questo miglioramento potrebbe non essere sufficiente a dissipare le preoccupazioni delle agenzie di rating.

L’agenzia Standard & Poor’s ha infatti confermato a febbraio una prospettiva negativa sul debito del Queensland e martedì ha ribadito che il percorso di risanamento fiscale potrebbe rivelarsi più difficile del previsto, soprattutto a causa dell’aumento dei costi salariali e della spesa sanitaria pubblica.

Secondo S&P, il Queensland continua a presentare una posizione fiscale “molto debole” e registrerà probabilmente il maggiore deficit operativo tra tutti gli Stati australiani nel 2026. Le previsioni di bilancio indicano un deficit di 1,9 miliardi di dollari nel 2028-29, con l’indebitamento complessivo destinato a superare i 202 miliardi di dollari. Solo l’anno successivo il governo prevede di tornare in territorio positivo, con un modesto surplus di 619 milioni di dollari, nonostante il debito continui a crescere fino a raggiungere i 216,5 miliardi.

Nel dettaglio, le entrate statali dovrebbero aumentare del 5,1% nei prossimi anni grazie alla crescita delle imposte, delle tasse sui salari e delle royalties minerarie. Anche la spesa pubblica continuerà però a salire, passando da 100,8 miliardi di dollari nel 2025-26 a 111,6 miliardi nel 2029-30.

Per contenere i costi, il governo punta a risparmi per circa 500 milioni di dollari attraverso una migliore gestione degli acquisti pubblici, una riduzione delle posizioni dirigenziali e un minore ricorso a consulenti esterni e appaltatori.

Parallelamente, l’esecutivo conferma un ambizioso piano infrastrutturale da 119,2 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni, destinato a strade, trasporti e altre opere pubbliche. Tuttavia, nel bilancio non figurano ancora finanziamenti per il tanto atteso progetto idroelettrico di pompaggio di Borumba né per altri impianti idroelettrici minori promessi durante la campagna elettorale.

Sul fronte del costo della vita, il premier David Crisafulli ha difeso un approccio prudente, sostenendo che il governo ha evitato misure temporanee e populiste. Tra gli interventi annunciati figurano l’esenzione dall’imposta di registro per chi acquista o costruisce la prima casa, la proroga del contributo di 30.000 dollari per i nuovi proprietari, l’aumento del bonus scolastico annuale, il congelamento per due anni delle tariffe dell’acqua nel Sud-Est del Queensland e il proseguimento del programma di asili gratuiti per i bambini di quattro anni.

Verranno inoltre finanziati il mantenimento delle tariffe agevolate da 50 centesimi sui trasporti pubblici e un programma di recupero dei crediti fiscali che dovrebbe generare oltre 800 milioni di dollari tra nuove entrate e riscossioni nei prossimi quattro anni.
Crisafulli ha rivendicato il rispetto della promessa elettorale di non introdurre nuove tasse, affermando che il governo non ha scelto la strada più semplice scaricando i costi sui contribuenti.

All’opposizione, il leader laburista Steven Miles ha criticato duramente il bilancio, accusando il governo di rinviare quasi 5 miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali, in particolare nei trasporti, nelle strade e nella sanità, oltre ad aver abbandonato parte della propria strategia energetica basata sull’idroelettrico.

Sullo sfondo resta infine la sfida rappresentata dalle Olimpiadi di Brisbane 2032. Sebbene il governo abbia confermato una spesa complessiva di 7,1 miliardi di dollari per le infrastrutture legate ai Giochi, non sono ancora stati forniti dettagli sui costi dei singoli impianti. Crisafulli ha comunque dichiarato di essere pienamente fiducioso nelle stime presentate, sottolineando che il Queensland investirà oltre il doppio in infrastrutture sanitarie rispetto a quanto destinato all’evento olimpico.