MOSCA – Una festa privata organizzata nel centro della capitale russa per celebrare un alto ufficiale si è trasformata in una carneficina.

È di almeno tre morti e 21 feriti il bilancio dell’esplosione verificatasi questa sera all’esterno del ristorante Balzi Rossi, in piazza Kudrinskaya.

Tra gli ospiti dell’evento figurava il generale Alexander Chaiko, nominato solo un mese e mezzo fa alla guida dell’Aeronautica militare russa.

Secondo quanto riferito dal Comitato Antiterrorismo russo e ripreso dalle agenzie di stampa statali, la deflagrazione è stata innescata da un ordigno artigianale.

Una donna non ancora identificata ha tentato di introdurre di nascosto la carica esplosiva all’interno del locale. A sbarrarle la strada è stata una guardia di sicurezza: il blocco all’ingresso ha costretto la donna a far detonare la bomba all’esterno, evitando che l’esplosione avvenisse nell’affollata sala interna.

Nel crollo e nell’onda d’urto sono rimasti uccisi sul colpo la stessa attentatrice, l’addetto alla sicurezza e un avventore.

Nel locale era in corso una serata ad alto livello di riservatezza. Secondo la testata indipendente Astra, all’esterno del ristorante erano parcheggiate numerose vetture con targhe nere speciali in dotazione alle forze armate.

Le testimonianze raccolte sul posto descrivono scene di vero panico. Una residente della piazza ha raccontato ai media di aver visto decine di persone in abiti da sera e uniformi correre fuori dal locale a piedi nudi, tenendo le scarpe in mano nel tentativo di allontanarsi il più velocemente possibile. I soccorsi e i vigili del fuoco, riferisce Ria Novosti, sono giunti sul posto nel giro di pochi minuti.

L’attentato si inserisce in una lunga scia di azioni mirate che, dall’avvio del conflitto in Ucraina nel 2022, hanno preso di mira alti ufficiali, vertici militari e figure pubbliche di spicco vicine al Cremlino.

Negli ultimi quattro anni, diversi generali e funzionari dell’amministrazione russa insediati nei territori occupati sono stati vittima di attacchi dinamitardi e agguati rivendicati o attribuiti dall’intelligence di Kiev.

Intanto, proseguono gli attacchi incrociati tra Kiev e Mosca, che ha lanciato un raid missilistico sulla capitale ucraina. A causa della carenza di difese anti-balistiche, la maggior parte degli attacchi hanno colpito Kiev, danneggiando anche l’ambasciata lituana e uccidendo almeno nove persone.

Il presidente Volodymyr Zelensky, è tornato a chiedere agli Stati Uniti nuovi missili per i sistemi Patriot, ma Donald Trump ha frenato bruscamente sulla promessa fatta all’inizio di luglio di concedere a Kiev le licenze per produrre in loco i vettori necessari a difendere le città ucraine.