NAPOLI - Una vera e propria bufera si è scatenata sul governatore campano del Pd Vincenzo De Luca, noto per le sue proverbiali interperanze verbali che stavolta sembrano essersi spinte un po’ troppo oltre.

Qualche giorno fa infatti De Luca, elogiando la risposta della sua Regione all’emergenza coronavirus, ha ancora una volta attaccato le Regioni e i territori del Nord, ma usando parole che hanno sollevato lo sdegno unanime dell’opinione pubblica.

“Quando noi chiudevamo, in altre parti d’Italia si facevano iniziative pubbliche: ‘Milano non si ferma’, ‘Bergamo non si ferma’, ‘Brescia non si ferma’. Poi si sono fermati a contare le migliaia di morti. Non le centinaia, le migliaia di morti”, ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in visita all’ospedale di Sapri (Salerno). “Provate a immaginare se Codogno fosse stato in Campania anziché in Lombardia: non avremmo potuto aprire bocca per altri 200 anni”, ha concluso.

Tra la baraonda di reazioni scatenate dalla frase di De Luca, particolarmente duri sono state quelle dei leader dei due principali partiti di centrodestra: “Una persona che continua a ridere dei morti di Brescia, Bergamo e Milano mi fa schifo”, ha detto Matteo Salvini, mentre per Giorgia Meloni quelle del governatore della Campania sono parole “disgustose”, che non mostrano nessun “rispetto per i cittadini, i medici e le vittime da coronavirus di Milano, Bergamo e Brescia”. Commenti di condanna nei confronti di De Luca sono però stati bipartisan e anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, non certo uno dei fan del governatore, si è unito al coro. “Le frasi di De Luca, per il contenuto e per come le ha dette, non mi appartengono per nulla, né appartengono al sentimento di grande umanità del popolo meridionale - ha detto il sindaco -. Io oggi voglio parlare un linguaggio di unità nazionale. Il presidente De Luca, invece, è divisivo. Il suo linguaggio non mi appartiene e a tratti è anche volgare dal punto di vista politico”.

Travolto dalle polemiche De Luca ha ribattuto giudicando “vergognosi” gli attacchi ricevuti. “Mi è capitato di dire a Sapri una cosa banale, detta da tutti - ha replicato -, e cioè che in alcune realtà d’Italia sono stati presi dei provvedimenti con qualche ritardo. Sono riusciti a fare una speculazione vergognosa, indegna, sciacallesca sulla base di una banalissima osservazione oggettiva”.

Sullo sfondo dell’intera vicenda ci sono poi le imminenti elezioni regionali, per le quali De Luca è stato ricandidato dal Pd nonostante la sua lontananza dal segretario Nicola Zingaretti e la decisa opposizione del M5s, che per questo ha negato una possibile alleanza con i dem sul territorio. E questa polemica certo non alimenterà le possibilità in questo senso.