OTTAWA – Il Canada è pronto ad adottare contromisure contro i nuovi dazi statunitensi se i negoziati con Washington non produrranno un accordo, ha dichiarato il primo ministro Mark Carney.

Il presidente americano Donald Trump aveva annunciato lunedì tariffe del 50 per cento su numerosi prodotti canadesi, con entrata in vigore prevista per il 19 agosto. Carney ha definito le misure ingiustificate e ha assicurato che Ottawa farà tutto il necessario per difendere gli interessi nazionali.

“Se non ci sarà un accordo, tutto resta sul tavolo”, ha affermato ieri (ora locale) durante una riunione a Charlottetown, nell’Isola del Principe Edoardo, senza specificare quali ritorsioni il governo stia valutando.

Trump e Carney hanno concordato questa settimana di intensificare i colloqui bilaterali. Il confronto si svolge però in un quadro più incerto dopo la decisione americana del primo luglio di non prorogare automaticamente per altri sedici anni l’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada. L’intesa resta in vigore, ma sarà sottoposta a revisioni annuali.

Washington sta negoziando separatamente con Ottawa e Città del Messico e sostiene di avere compiuto maggiori progressi con il Messico. La situazione alimenta il timore che gli Stati Uniti possano utilizzare eventuali concessioni messicane per esercitare ulteriori richieste sul Canada.

Carney ha ribadito che il suo governo punta a un’intesa complessiva, non a una serie di accordi limitati a singoli settori. Ha inoltre sostenuto che il governo federale e le province condividono l’obiettivo di proteggere l’economia, anche se le posizioni sulle contromisure restano differenti.

Alberta e Saskatchewan hanno escluso restrizioni o dazi sulle esportazioni di petrolio greggio e potassio verso gli Stati Uniti, temendo conseguenze sulle rispettive economie.

Il premier dell’Ontario Doug Ford ha invece chiesto al Canada di rispondere “dollaro per dollaro” alle tariffe americane. Pur riconoscendo le difficoltà della posizione di Carney, Ford ha accusato Trump di avere cambiato atteggiamento improvvisamente dopo i recenti incontri con il capo del governo canadese.

Il premier della British Columbia David Eby ha proposto di limitare l’accesso americano ai minerali critici prodotti dalla provincia, tra cui rame, zinco e alluminio. Eby ha dichiarato che la British Columbia è pronta a mettere a disposizione strumenti più incisivi se Ottawa riterrà necessario aumentare la propria forza negoziale.