CANBERRA - Jim Chalmers respinge le richieste di ridurre la portata della riforma sulle plusvalenze e avverte che limitare i cambiamenti alla sola casa rischierebbe di correggere una distorsione creandone un’altra.
Il governo federale presenterà domani in Parlamento il pacchetto fiscale, con l’obiettivo dichiarato di aiutare più primi acquirenti a entrare nel mercato immobiliare.
Dal luglio 2027, lo sconto fisso del 50 per cento sull’imposta sulle plusvalenze sarà sostituito da un sistema collegato all’inflazione. Nello stesso periodo, il Partito laburista vuole limitare il negative gearing, cioè la possibilità di dedurre le perdite sugli immobili da investimento, alle sole nuove abitazioni.
Secondo il governo, le due misure dovrebbero permettere a 75mila persone di comprare casa nel prossimo decennio. Ma la riforma ha aperto uno scontro con il mondo imprenditoriale, preoccupato per gli effetti su startup, piccole imprese e investimenti produttivi.
Chalmers ha confermato che il governo sta discutendo con il settore sulle possibili esenzioni per le startup, che in alcuni casi potrebbero vedere l’aliquota massima quasi raddoppiare fino al 47 per cento al momento della vendita dell’azienda. Ma il ministro del Tesoro non ha indicato quali concessioni siano sul tavolo.
“Stiamo applicando questo cambiamento in modo ampio, non solo al mercato immobiliare, come alcuni hanno suggerito - ha detto a Canberra -. Non ha molto senso sostituire una grande distorsione con un’altra grande distorsione”.
Per Chalmers, il confronto con le piccole imprese è legittimo, ma non deve svuotare la riforma. Il governo intende prendersi il tempo necessario per definire i dettagli attuativi, parlando di “settimane e mesi”, non di “mesi e anni”.
Le associazioni imprenditoriali chiedono invece una pausa. Andrew McKellar, amministratore delegato dell’Australian Chamber of Commerce and Industry, sostiene che le modifiche dovrebbero riguardare solo la casa, lasciando fuori completamente le imprese. A suo giudizio, la proposta è “tutto bastone e niente carota” e rischia di danneggiare l’attrattiva dell’Australia per gli investitori.
McKellar critica anche il metodo: approvare ora la legge principale e rimandare a dopo le eventuali esenzioni non basta, perché i problemi sarebbero già nel disegno generale.
Dal fronte Laburista giunge anche il sostegno di Paul Keating. L’ex primo ministro ha detto che il governo deve tenere la linea, sostenendo che lo sconto del 50 per cento introdotto dal governo Howard nel 1999 abbia danneggiato l’economia. Per Keating, esentare tutti gli altri asset, in particolare quelli commerciali, creerebbe una nuova distorsione.
Il ministro per l’Alloggio Clare O’Neil ha cercato di ridimensionare la portata del dibattito sull’effetto sui prezzi immobiliari. Le tasse, ha detto, contano, ma il vero problema resta il divario tra le case costruite e quelle necessarie.