ROMA – Si protrarranno fino a sera i colloqui tra Andrea Sempio e la psicologa, psicoterapeuta e criminologa incaricata dalla difesa di tracciarne il profilo della personalità. Un lavoro che, nelle intenzioni dei legali, dovrà eventualmente accompagnare o controbilanciare quello realizzato dal Racis, il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche a cui si è affidata la Procura.
A spiegare il senso dell’attività difensiva è stato l’avvocato Liborio Cataliotti, che in un video ha confermato la presenza di Sempio a Roma, anticipata dal Messaggero.
“Abbiamo recuperato tutto il materiale probatorio, documentale e informatico, distribuendolo ai nostri consulenti”, ha spiegato il legale, precisando che sono in corso cinque diverse consulenze tecniche.
Tra queste, una medico-legale, finalizzata a determinare cause e orario del decesso di Chiara Poggi. Una antropometrica, per verificare la compatibilità tra le impronte repertate e la dimensione del piede di Sempio. Poi una consulenza audio per ripulire e rendere comprensibili le intercettazioni considerate poco ascoltabili. Ancora, una replica dell’analisi delle tracce ematiche per ricostruire la dinamica dell’omicidio. Infine un supplemento di perizia dattiloscopica sull’impronta 33 e sui rapporti con l’impronta 45.
“Prima di completare questo lavoro, che richiederà circa due settimane, non rilasceremo ulteriori dichiarazioni”, ha spiegato Cataliotti, sottolineando come il fascicolo investigativo sia “molto corposo” anche sul fronte delle indagini tradizionali.
Nel frattempo emergono nuovi dettagli dagli atti della Procura di Pavia. Per ricostruire le “tracce del passato” di Sempio, gli inquirenti avevanio attivato, nel giugno 2025, una rogatoria internazionale negli Stati Uniti nel giugno 2025, con l’obiettivo di ottenere da Meta informazioni utili a recuperare contenuti del vecchio profilo Facebook dell’indagato, chiuso nel febbraio 2017 dopo il primo interrogatorio nell’inchiesta poi archiviata.
Secondo i magistrati, il tentativo non ha però consentito di “riempire il vuoto informativo pregresso”.
Negli atti si parla anche della “singolare circostanza” che, durante la perquisizione del maggio 2025, Sempio non disponesse di computer fissi o portatili. Per l’accusa, l’uomo avrebbe eliminato materiale documentale e dispositivi informatici dopo l’emersione della prima indagine.
Gli investigatori fanno inoltre riferimento alla cancellazione di altre tracce digitali, in particolare alla chiusura del vecchio profilo Facebook da cui l’agenzia investigativa Skp — incaricata dalla difesa di Alberto Stasi — aveva estratto alcuni post pubblicati nei momenti chiave del processo.
Dopo l’interrogatorio del 27 febbraio 2017, durante il quale gli furono contestati anche contenuti pubblicati sui social, Sempio avrebbe aperto un nuovo profilo Facebook, ancora attivo, rendendo però irraggiungibile il precedente.
Attraverso l’analisi delle ricerche web effettuate dai telefoni, oltre che di agende, quaderni e appunti sequestrati, gli investigatori hanno delineato il profilo di una persona descritta come ossessionata dalla violenza e dal sesso “non consenziente”.
Secondo quanto emerge dagli atti, tuttavia, Sempio non farebbe quasi mai riferimento all’omicidio di Chiara Poggi e menzionerebbe solo raramente anche la prima indagine a suo carico.