RIMINI - È stato fermato per tentato omicidio il quarantacinquenne di origine albanese che si è gettato volontariamente con l’auto nel porto di Cattolica, nel Riminese, insieme alla moglie, per poi fuggire.
Il fermo è stato disposto dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi. I carabinieri della Compagnia di Riccione hanno rintracciato l’uomo, residente a San Giovanni in Marignano, in tarda serata, nei pressi di un bosco non lontano dalla sua abitazione, dopo alcune ore di ricerche.
Secondo quanto ricostruito dai militari, anche sulla base delle dichiarazioni della donna, il quarantacinquenne le avrebbe proposto di uscire insieme in automobile con il pretesto di andare a fare la spesa. Nonostante l’insolita richiesta, la moglie ha accettato di accompagnarlo.
Una volta arrivati nella zona portuale, l’uomo avrebbe aumentato la velocità dell’auto dirigendola deliberatamente verso il mare. Dopo avere urtato un palo, la vettura è finita in acqua, fermandosi a una profondità di circa tre metri.
Il quarantacinquenne è uscito per primo dall’abitacolo, mentre la moglie è riuscita a salvarsi attraverso il lunotto posteriore grazie all’intervento di due passanti, che si sono tuffati in mare e l’hanno aiutata con una cima. La donna, che non sa nuotare, è stata poi trasportata in ospedale a Pesaro per accertamenti.
Ai carabinieri ha raccontato la dinamica dei fatti e quanto subito dal marito nelle ultime settimane. L’ultimo grave episodio risale a lunedì scorso, quando i militari erano intervenuti nell’abitazione della coppia dopo una lite.
In quell’occasione, alla vista dei carabinieri, l’uomo avrebbe assunto un comportamento violento e minaccioso, opponendo resistenza, causando lievi lesioni a due militari e danneggiando un’auto di servizio.
In quell’occasione era stato arrestato per resistenza e sottoposto a giudizio per direttissima davanti al Tribunale di Rimini. L’arresto era stato convalidato e nei suoi confronti era stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Prima di uscire con la moglie, l’uomo avrebbe proposto anche alla figlia maggiorenne di accompagnarli, ma la ragazza si sarebbe rifiutata.
La dinamica dell’ingresso dell’auto nelle acque del porto, la profondità del punto in cui la vettura è finita, le dichiarazioni raccolte e gli altri elementi acquisiti dagli investigatori hanno portato a delineare un grave quadro indiziario a carico del quarantacinquennee, che secondo l’accusa avrebbe provato a causare volontariamente la morte della moglie.