WASHINGTON - Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha annunciato nuove sanzioni contro individui ed enti cubani, nell’ambito della crescente pressione dell’amministrazione Trump sull’Avana.
Le misure colpiscono tra gli altri i vertici dell’Istituto cubano di amicizia tra i popoli (Icap), che Washington accusa di sfruttare gli scambi educativi per “individuare, coltivare e radicalizzare elementi sovversivi”.
L’amministrazione aveva già sanzionato l’Icap a giugno. Nella lista nera entrano ora il presidente Fernando González Llort, la prima vicepresidente Noemi Ramona Rabaza Fernandez e la direttrice per il Nord America Leima Martinez Freire.
Rubio ha accusato inoltre il governo cubano di avere tentato di sfruttare il centenario della nascita di Fidel Castro per “rivitalizzare” una rete sovversiva, facendo arrivare all’Avana una nuova brigata di simpatizzanti internazionali. Il segretario di Stato ha fatto riferimento anche a un evento ospitato la scorsa settimana a Washington, alla presenza dell’ambasciatrice cubana negli Stati Uniti Lianys Torres Rivera, dedicato all’eredità di Castro.
Le sanzioni riguardano anche quattro enti del settore metallurgico e minerario e tre attivi nell’import-export di veicoli, attrezzature industriali, elettrodomestici e materiali da costruzione. Washington ha inoltre imposto misure al ministero cubano delle Costruzioni e a un ente governativo incaricato di fornire manodopera cubana a società straniere attive nel Paese.
Secondo Rubio, i soggetti interessati dalle nuove misure sostengono “l’apparato repressivo del regime attraverso il controllo di settori economici chiave”.
L’inflazione nel mercato formale cubano è tornata a salire a luglio, raggiungendo il 20,7%, oltre due punti percentuali in più rispetto al mese precedente.
Lo rende noto l’Ufficio nazionale di statistica e informazione (Onei), secondo cui i prezzi sono aumentati del 2,56% su base mensile. Il rialzo conferma la tendenza registrata nei mesi precedenti, in un contesto segnato dalle difficoltà economiche ed energetiche dell’isola e dal blocco delle forniture di petrolio imposto dagli Stati Uniti dall’inizio dell’anno.
Sono saliti nel frattempo a 1.327 i prigionieri politici registrati a Cuba alla fine di luglio, secondo il rapporto della Ong Prisoners Defenders, che denuncia un ulteriore inasprimento della repressione sull’isola.
Tra i nuovi casi figura quello di un ragazzo di 13 anni, Alex Javier Hernández González, arrestato e picchiato durante una protesta il 22 luglio a Santiago de las Vegas. Nel solo mese di luglio la Ong ha registrato 36 nuovi arresti per motivi politici, 15 dei quali legati a manifestazioni contro i persistenti blackout elettrici.
La repressione, sostiene l’organizzazione, colpisce manifestanti, artisti, giornalisti, attivisti e persone detenute per aver compiuto atti di solidarietà nei confronti di chi protesta. Sono inoltre 459 i detenuti politici affetti da gravi patologie.