ZURIGO (SVIZZERA) - Mano pesante della Fifa nei confronti dell’Argentina. La Commissione Disciplinare ha esaminato una serie di episodi avvenuti durante l’ultimo Mondiale, infliggendo pesanti sanzioni alla Seleccion, a partire da una multa complessiva di quasi 275 mila euro.
Tra le violazioni contestate c’è quella dell’articolo 13 del Codice disciplinare, relativo all’utilizzo degli eventi sportivi per manifestazioni di natura diversa da quella sportiva. Il riferimento è allo striscione sulle Malvinas esibito dopo la vittoria contro l’Inghilterra in semifinale. Contestate anche la condotta scorretta della squadra, cori e gesti discriminatori da parte dei tifosi argentini e violazioni delle norme sull’ordine e la sicurezza durante le partite.
La Fifa ha inoltre disposto che l’Argentina giochi le prossime due gare interne con una capienza ridotta al 50%, anche se una delle due sanzioni è sospesa con la condizionale.
La stangata più pesante riguarda però quanto accaduto al termine della finale persa contro la Spagna. La rissa scoppiata dopo il fischio finale è costata dieci giornate di squalifica a Leandro Paredes e sette a Nahuel Molina. Per entrambi è stata inoltre stabilita un’ammenda di 77 mila euro.
Paredes, ex centrocampista di Roma e Juventus, aveva afferrato per il collo Eric Garcia e successivamente spinto a terra Gavi, intervenuto in difesa del compagno. Molina, invece, si era reso protagonista di uno scontro con Rodri.
Le sanzioni non finiscono qui. Un turno di stop è stato inflitto a Thiago Almada, mentre Roberto Ayala, membro dello staff del ct Lionel Scaloni, è stato fermato per tre giornate. Punito anche Gavi sul fronte spagnolo, con una giornata di squalifica. Per Almada, Ayala e il centrocampista della Spagna è arrivata inoltre una multa di 25.700 euro ciascuno.