BRISBANE – Un cittadino russo-australiano di 27 anni è stato incriminato con l’accusa di avere tentato di compiere un atto intenzionale di interferenza straniera dopo avere, secondo la Australian Federal Police (AFP), raccolto informazioni sulle operazioni militari ucraine con l’intenzione di passarle a soggetti legati alla Russia.

L’uomo, identificato in tribunale come Vladimir Teslov, è stato arrestato ieri a Sumner, nella zona occidentale di Brisbane, anche se l’AFP lo ha descritto come residente nel Victoria.

Il caso è stato esaminato oggi dalla Brisbane Magistrates Court e rinviato al 2 ottobre.

La commissaria dell’AFP Krissy Barrett ha dichiarato che gli inquirenti sosterranno che Teslov si recò in Russia nell’ottobre 2024, dove avrebbe preso parte a un addestramento di tipo militare prima di tornare in Australia.

Nel maggio 2025 avrebbe poi viaggiato in Ucraina per poi arruolarsi nelle nelle forze armate del Paese con l’obiettivo di ottenere accesso a informazioni riguardanti personale militare, unità e località operative.

Secondo l’accusa, avrebbe successivamente tentato di trasmettere quei dati a persone che riteneva agissero per conto dell’intelligence russa.

“Si sostiene che questa condotta abbia creato un rischio per la sicurezza del personale militare ucraino”, ha dichiarato Barrett, precisando che parti del presunto reato sarebbero avvenute sia in Australia che all’estero.

La commissaria ha comunque sottolineato che non vi sono elementi che indichino una minaccia diretta per l’Australia.

L’accusa di interferenza straniera prevede una pena massima di 20 anni di carcere.

L’AFP ha sequestrato diversi dispositivi elettronici e altri oggetti ritenuti rilevanti per l’indagine, che saranno sottoposti a esami forensi approfonditi.

Barrett ha inoltre precisato che Teslov era disoccupato, non aveva lavorato per il governo australiano e non disponeva di autorizzazioni di sicurezza.

Non è ancora chiaro se abbia agito con altre persone in Australia. La polizia non esclude ulteriori arresti.

La commissaria ha difeso la scelta di contestare il reato di interferenza straniera anche se il presunto obiettivo principale era l’Ucraina.

“Non vogliamo che l’Australia diventi un rifugio sicuro per persone che compiono atti di interferenza straniera per conto di altri Paesi”, ha dichiarato.

Il caso si inserisce in una più ampia serie di indagini su presunte attività riconducibili alla Russia. Nel 2024 i cittadini australiani di origine russa Kira e Igor Korolev furono arrestati con accuse successivamente elevate ad associazione a delinquere finalizzata allo spionaggio.

L’Australia continua a sostenere l’Ucraina avendo fornito al Paese in guerra con la Russia circa 1,8 miliardi di dollari in aiuti militari, economici e umanitari negli ultimi quattro anni.