MELBOURNE – Il governo del Victoria ha nominato l’ex chief justice della Corte Suprema del South Australia, Christopher Kourakis, alla guida della Commissione reale incaricata di indagare sull’integrità dei grandi progetti pubblici e infrastrutturali dello Stato.

L’annuncio del premier Ben Carroll arriva dopo mesi di pressioni politiche e crescenti accuse di infiltrazioni criminali nei sindacati e nei cantieri legati al programma infrastrutturale del governo, il cosiddetto Big Build. La commissione avrà un budget di 50 milioni di dollari e dovrà presentare le proprie conclusioni entro il 20 agosto 2027. Carroll ha accompagnato la nomina con la pubblicazione dei termini di riferimento dell’inchiesta, promettendo un’indagine ampia e senza aree sottratte al controllo. 

“Ho scelto una persona indipendente, rigorosa e senza paura. Il migliore in Australia. Perché è questo che richiede questo incarico”, ha dichiarato il premier.

I poteri della commissione comprenderanno anche la possibilità di convocare testimoni e imporre la produzione di documenti, mentre sono previste udienze pubbliche. Sarà tuttavia il commissario, e non il governo, a decidere chi dovrà comparire davanti alla commissione.

“Non il governo, non io. Il commissario - ha precisato Carroll -. Se vorrà ascoltare ministri, ex ministri, ex premier, alti funzionari, dirigenti sindacali o amministratori di aziende, avrà il potere di convocarli”.

I termini di riferimento comprendono il comportamento della CFMEU, il sindacato del settore delle costruzioni, delle imprese edili, delle società di lavoro interinale, dei consorzi e di eventuali soggetti legati alla criminalità organizzata coinvolti nei principali progetti infrastrutturali del Victoria.

L’indagine riguarderà inoltre il ruolo delle istituzioni pubbliche: il governo, i dipartimenti, le agenzie responsabili della realizzazione delle opere e i meccanismi utilizzati per controllare i progetti. “I termini di riferimento sono ampi ed estesi. Nulla è escluso”, ha ribadito Carroll.

La Commissione reale nasce in un clima politico particolarmente delicato per il governo laburista. Da tempo il settore delle costruzioni del Victoria è al centro di accuse relative a intimidazioni, violenza e infiltrazioni criminali nei cantieri e nelle organizzazioni sindacali.
Secondo alcune stime, l’attività criminale avrebbe potuto costare ai contribuenti dello Stato fino a 15 miliardi di dollari.

L’inchiesta rappresenta anche una svolta rispetto alla posizione della precedente premier, Jacinta Allan, che aveva resistito alle richieste di istituire una commissione d’inchiesta nonostante le accuse e le pressioni provenienti anche dall’interno del Partito laburista.
Carroll, diventato premier, aveva promesso già al momento dell’annuncio della commissione un’indagine “esaustiva”, in grado di esaminare ogni livello della filiera.

Kourakis, figlio di immigrati greci, è cresciuto nel South Australia e si è laureato all’University of Adelaide nel 1981. Nel corso della sua carriera è diventato uno dei più importanti giuristi del South Australia, assumendo nel 2012 l’incarico di chief justice della Corte Suprema dello Stato. Ha ricoperto il ruolo per 13 anni, prima di ritirarsi nel 2025.

La sua nomina è stata presentata da Carroll come una garanzia di indipendenza rispetto agli interessi politici, sindacali e imprenditoriali coinvolti nell’inchiesta.

L’opposizione liberale ha accolto l’annuncio con scetticismo. La leader, Jess Wilson, aveva definito la commissione una «fake royal commission», sostenendo che, se il governo fosse realmente intenzionato a condurre un’indagine sulla più grave vicenda di corruzione nella storia dello Stato, avrebbe dovuto istituirla prima delle elezioni.

Di segno opposto la reazione dell’avvocato anticorruzione Geoffrey Watson, che aveva accolto con favore l’annuncio della royal commission, definendolo “musica per le mie orecchie”.