SYDNEY – Commonwealth Bank of Australia (CBA) ha chiuso l’esercizio con un utile netto statutario di 10,9 miliardi di dollari, in aumento del 7 per cento rispetto all’anno precedente, mentre il suo amministratore delegato Matt Comyn avverte che l’economia australiana sta rallentando.
I ricavi sono saliti anch’essi del 7 per cento, raggiungendo 30,2 miliardi di dollari. L’utile netto in termini di cassa, misura preferita dalla banca per valutare la redditività, si è attestato a 11 miliardi, superando le attese del mercato.
“L’economia australiana è rimasta solida, sostenuta da una disoccupazione storicamente bassa e dagli investimenti di lungo periodo - ha dichiarato Comyn -. Tuttavia, la crescita sta rallentando, con tassi d’interesse più elevati e inflazione che incidono in modo diseguale sui redditi familiari e sull’attività economica.”
Il dirigente ha osservato che il mercato immobiliare si è indebolito rispetto ai livelli precedenti, anche dopo le modifiche introdotte dal governo federale sulle agevolazioni fiscali agli investimenti immobiliari.
La manovra economica di maggio ha ridotto il negative gearing e lo sconto sull’imposta sulle plusvalenze, contribuendo ad alcuni dei maggiori cali mensili dei prezzi delle case dal 2022.
Le domande di mutuo presso CBA sembrano essersi stabilizzate nelle ultime settimane, ma il quadro resta più debole nel settore. Westpac ha riferito lunedì che le richieste sono diminuite del 20 per cento dal giorno del budget, mentre NAB aveva segnalato a fine luglio una flessione del 15 per cento nel secondo trimestre.
Ieri, la Reserve Bank of Australia ha lasciato i tassi d’interesse invariati per la seconda riunione consecutiva, offrendo una tregua ai titolari di mutui. Il messaggio della Banca centrale è rimasto però prudente, con la possibilità di ulteriori rialzi se l’inflazione dovesse tornare ad accelerare.
L’economista capo di Betashares David Bassanese ha osservato che i mutuatari australiani hanno ottenuto una pausa, ma non sono ancora fuori pericolo.
Sul piano commerciale, CBA ha registrato una crescita pari o superiore alla media del sistema bancario in tutte e cinque le principali categorie domestiche: mutui, prestiti alle imprese, credito al consumo, depositi delle famiglie e depositi aziendali.
Secondo Comyn, è la prima volta che la banca ottiene un risultato simile e che un grande istituto australiano lo raggiunge negli ultimi 15 anni. CBA resta inoltre la principale banca per un australiano su tre e per un’impresa su quattro.
Il margine d’interesse netto è stato del 2,05 per cento, tre punti base sotto il 2024-25 ma due sopra la prima metà del 2025-26.
Il titolo CBA scambiava questa mattina poco sotto i 174 dollari, in calo del 2,5 per cento rispetto a lunedì ma ancora in rialzo dell’8,1 per cento dall’inizio dell’anno.
La valutazione resta elevata: il rapporto prezzo/utili è pari a 28,7, livello più comune nelle società tecnologiche in rapida crescita che nelle banche mature.
L’istituto ha infine dichiarato un dividendo finale di 2,70 dollari, portando il totale annuale a 5,05 dollari, il 4 per cento in più rispetto all’esercizio precedente.