NEW YORK – Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti si apprestano a firmare un accordo destinato a ridisegnare la gestione della sicurezza nell’Artico, trasferendo una parte maggiore delle responsabilità alla NATO invece di lasciarle esclusivamente nelle mani di Washington e Copenaghen.
L’intesa, che sarà sottoscritta in giornata a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, non è stata ancora resa pubblica. I governi danese e groenlandese sostengono che il nuovo quadro rafforzerà la sicurezza dell’isola rispettandone al tempo stesso la sovranità.
Secondo quanto emerso, l’accordo dovrebbe inoltre consentire agli Stati Uniti di estendere la propria presenza militare oltre l’attuale Pituffik Space Base, utilizzando altri due siti. Uno sarebbe Narsarsuaq, dove Washington aveva gestito durante la Guerra fredda la base Bluie West One, chiusa negli anni Cinquanta. L’altro sarebbe Mestersvig, avamposto oggi impiegato dalla Sirius Dog Sled Patrol, unità speciale incaricata di affermare la sovranità danese sul territorio.
Il presidente americano Donald Trump incontrerà a New York il primo ministro danese Mette Frederiksen e il capo di governo groenlandese Jens-Frederik Nielsen per una cerimonia trilaterale di firma.
L’accordo viene suggellato dopo mesi di attriti provocati dalle dichiarazioni di Trump, che ha ripetutamente sostenuto la necessità di un controllo statunitense sulla Groenlandia e, in alcune occasioni, non ha escluso l’impiego di strumenti militari o economici per acquisire il territorio semiautonomo danese. Le affermazioni avevano raggiunto il culmine in gennaio, aprendo una crisi diplomatica all’interno della NATO e spingendo Danimarca e Groenlandia ad avviare negoziati con Washington.
Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha spiegato che il nuovo assetto sarà costruito in modo che la responsabilità per la sicurezza dell’Artico non ricada soltanto su danesi e americani. “In larga misura sarà la NATO a occuparsi dell’Artico”, ha dichiarato ospite dell’emittente TV2.
Resta da chiarire se l’intesa modificherà formalmente l’accordo di difesa del 1951, che costituisce tuttora la base giuridica della presenza militare statunitense in Groenlandia.
L’interesse strategico americano per l’isola risale alla Seconda guerra mondiale. Nel 1941 gli Stati Uniti conclusero un accordo con l’inviato danese Henrik Kauffmann per impedire che la Groenlandia cadesse sotto controllo tedesco e per proteggere le rotte di rifornimento nel Nord Atlantico.
Nel 1946 il presidente Harry Truman tentò senza successo di acquistare l’isola per 100 milioni di dollari americani in oro. Cinque anni più tardi venne invece raggiunta l’intesa che concesse alle forze statunitensi ampi diritti militari nel territorio, collegandoli però alla NATO.
Durante la Guerra fredda Washington mantenne 17 installazioni e oltre 10mila militari in Groenlandia. Oggi rimane soltanto Pituffik, con circa 150 uomini. La NATO ha accolto favorevolmente il nuovo accordo, sostenendo che contribuirà alla sicurezza, alla stabilità e alla cooperazione in una regione ritenuta strategica.