CANBERRA – Jim Chalmers ritiene l’intelligenza artificiale uno degli strumenti principali per rilanciare la produttività australiana e creare, nel tempo, le condizioni per una riduzione dei tassi d’interesse.

Da oltre un decennio, la crescita della produttività e dei salari reali resta debole, mentre gli investimenti delle imprese hanno mostrato soltanto di recente segnali di ripresa. Quando ogni ora lavorata produce poco valore aggiuntivo, le aziende tendono a difendere i margini aumentando i prezzi, con effetti sull’inflazione e sulle decisioni della Reserve Bank.

In un’intervista con Alan Kohler per il podcast That’s Business, Chalmers ha indicato l’intelligenza artificiale come elemento centrale della strategia economica del governo e del rapporto intergenerazionale che presenterà entro la fine dell’anno.

Secondo il ministro, la trasformazione tecnologica si intreccia con l’invecchiamento della popolazione, il cambiamento della base industriale, la frammentazione geopolitica e la transizione energetica. L’obiettivo è rendere l’economia più dinamica, aumentare la capacità produttiva e migliorare il tenore di vita.

I dati dell’OCSE mostrano che le imprese australiane hanno finora fatto affidamento soprattutto sull’aumento della popolazione, sulla ricchezza legata agli immobili e su condizioni commerciali internazionali favorevoli. Chalmers sostiene che questo modello non possa sostituire una crescita fondata su innovazione, capitale e competenze.

Il ministro ha ricordato che l’ultimo bilancio federale prevede una riduzione dei costi amministrativi stimata in 10 miliardi di dollari, con un possibile aumento del prodotto interno lordo di 13 miliardi. A suo giudizio, si tratterebbe del maggiore contributo alla produttività degli ultimi trent’anni.

Il governo ha inoltre annunciato un nuovo quadro per l’intelligenza artificiale, con norme sui grandi centri di elaborazione dati e una regia concentrata nell’ufficio del primo ministro Anthony Albanese.

Chalmers ha difeso anche l’istituto nazionale dedicato all’intelligenza artificiale e ha sostenuto che l’Australia possiede condizioni favorevoli per attirare capitali: disponibilità di energia rinnovabile, stabilità istituzionale, collocazione geografica e accordi di sicurezza.

Canberra non punta soltanto ai tradizionali impianti per servizi informatici a distanza, ma anche a strutture di grandi dimensioni destinate all’addestramento dei modelli più avanzati. Chalmers ha citato la recente crescita degli investimenti aziendali, sottolineando il peso crescente delle infrastrutture digitali.

Ad aprile, Chalmers ha incontrato Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, società che valuta un investimento da 21 miliardi di dollari in Australia. Il confronto ha riguardato anche il diritto d’autore.

La posizione del governo, ha affermato, è che scrittori, musicisti, giornalisti e altri creatori debbano mantenere il controllo delle proprie opere. La trattativa dovrà trovare un equilibrio capace di attrarre investimenti senza consentire l’utilizzo indiscriminato dei contenuti.

Chalmers ha riconosciuto anche i possibili effetti sul mercato del lavoro. Il rischio, ha spiegato, è che l’innovazione non si traduca in migliori condizioni e redditi per i dipendenti.

Il ministro del Tesoro è intervenuto infine sul fenomeno del fiscal drag, che spinge i lavoratori verso aliquote più alte con l’aumento nominale dei redditi. Ha respinto la proposta della Coalizione di indicizzare automaticamente gli scaglioni all’inflazione, sostenendo che il governo ha già previsto cinque riduzioni fiscali tramite tre diversi meccanismi.