WASHINGTON – Todd Blanche ha incontrato per circa un’ora un gruppo di accusatrici di Jeffrey Epstein nella sede del Dipartimento di Giustizia, dopo le richieste avanzate da un senatore repubblicano determinante per la conferma della sua nomina.

Al termine del colloquio, il procuratore generale facente funzione ha dichiarato di avere esortato le partecipanti a rivolgersi all’FBI con qualsiasi elemento utile agli inquirenti. Ha tuttavia riconosciuto di non poter promettere l’esito che molte di loro attendono: nuove azioni penali contro persone legate al finanziere, condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019.

“Non è stato tutto cordiale - ha ammesso Blanche -. C’è qualcosa che chiedono e che non so se posso offrire: una forma di giustizia”. Il responsabile del Dipartimento ha aggiunto di voler arrivare, se possibile, a nuovi procedimenti, ma di non sapere se emergeranno prove sufficienti.

L’incontro si è svolto mentre la gestione del caso Epstein continua a creare difficoltà politiche all’amministrazione Trump. Nell’ultimo anno, il governo ha pubblicato milioni di pagine di documenti investigativi in risposta alle richieste della destra americana e di gruppi convinti che le autorità abbiano nascosto informazioni sui rapporti del finanziere con esponenti ricchi e influenti.

Il Dipartimento di Giustizia ha ripetuto che valuterà ogni nuovo elemento, ma sostiene di non disporre al momento di prove tali da giustificare altre incriminazioni.

Dani Bensky, una delle donne presenti, ha definito il colloquio privo di contenuti concreti. In un’intervista alla NBC, ha affermato di non avere cambiato opinione sulla volontà di Blanche di tutelare le vittime e l’interesse pubblico.

Poche ore prima, davanti alla Commissione Giustizia del Senato, Bensky aveva riferito che le accusatrici avevano chiesto più volte un incontro attraverso diversi canali, senza ricevere risposta. “Meritiamo di essere ascoltate direttamente, non respinte e ignorate”, ha dichiarato.

Blanche ha contestato l’idea che il Dipartimento abbia trascurato le donne coinvolte. Secondo il procuratore, durante la revisione dei fascicoli gli uffici federali hanno parlato con più di trenta rappresentanti delle vittime.

Il processo di pubblicazione dei documenti, avviato alla fine di dicembre, ha incluso fotografie, registri telefonici, testimonianze davanti al gran giurì e verbali di interrogatori. L’operazione è stata però segnata da errori nelle parti oscurate, che hanno lasciato visibili immagini intime e volti di potenziali vittime.

La divulgazione non ha fermato le accuse, prive di riscontri, di un insabbiamento governativo. Il caso resta quindi aperto sul piano politico, mentre le accusatrici continuano a chiedere responsabilità penali e risposte più nette dalle autorità federali.