SYDNEY - C’è un’atmosfera particolare quando un giovane campione torna a casa, anche solo per pochi giorni. Un’occasione per riabbracciare la famiglia, ritrovare gli amici di sempre e ricaricare le energie prima di affrontare una nuova stagione ricca di sfide.
È stato proprio questo lo spirito della serata organizzata al ristorante Little Sicily di Haberfield, dove la famiglia Volpato ha voluto festeggiare Cristian Volpato in vista del suo ritorno in Italia. Il giovane nazionale australiano, infatti, è pronto a rientrare per riprendere gli allenamenti con il Sassuolo, che nella prossima stagione sarà guidato dal nuovo allenatore Alberto Aquilani.
Su invito di Oscar, padre di Cristian, abbiamo avuto il piacere di partecipare a questa splendida serata dal carattere strettamente familiare. Attorno alla tavola, una ventina di parenti ha condiviso momenti di allegria, affetto e orgoglio per il percorso intrapreso dal talentuoso centrocampista di origini italiane, diventato ormai uno dei volti più promettenti del calcio nazionale.
Tra una portata e l’altra, i racconti, le risate e gli immancabili brindisi hanno reso la serata ancora più speciale, confermando quanto Cristian rimanga profondamente legato alle proprie radici e alla sua famiglia, nonostante gli impegni sempre più prestigiosi che lo attendono oltreoceano.
Al termine della cena, Cristian ci ha gentilmente concesso un’intervista esclusiva. Con grande disponibilità, professionalità e una maturità sorprendente per la sua età, ha risposto con calma e naturalezza alle nostre domande, dimostrando ancora una volta la personalità e l’equilibrio che lo contraddistinguono sia dentro sia fuori dal campo.
Il primo tema non poteva che essere la scelta di rappresentare i Socceroos. Volpato ha ammesso che la mancata convocazione da parte del commissario tecnico dell’Italia, Silvio Baldini, per le amichevoli contro Grecia e Lussemburgo gli aveva fatto capire di non rientrare nei programmi della Nazionale maggiore, nonostante le positive esperienze con le selezioni giovanili azzurre. “Quando è arrivata la chiamata di Tony Popovic - ha spiegato - la decisione è stata abbastanza naturale. Avere la possibilità di disputare un Mondiale alla mia età era un’occasione troppo importante per lasciarsela sfuggire. È un’esperienza che mi ha fatto crescere tantissimo, sia come calciatore sia come uomo”.
L’inserimento nel gruppo australiano è stato immediato. “I compagni mi hanno accolto benissimo. Mi hanno fatto sentire subito parte della squadra, aiutandomi in ogni momento. Grazie a loro mi sono ambientato molto velocemente”.
Ripensando al torneo iridato, Volpato si è detto soddisfatto delle proprie prestazioni, pur senza nascondere la sua abituale voglia di migliorarsi. “Sono abbastanza contento, ma conosco il mio carattere e so di poter dare ancora di più. Avrei voluto servire qualche assist in più ai compagni e magari segnare anche un gol. Spero di riuscirci nelle prossime partite con la maglia dell’Australia”. Gli abbiamo ricordato anche la sostituzione durante l’ottima prova contro l’Egitto, chiedendogli se fosse rimasto deluso. La risposta conferma la sua maturità: “A nessun giocatore piace uscire dal campo, ma Popovic è un allenatore preparato e prende sempre decisioni nell’interesse della squadra. Le sue scelte vanno rispettate, senza polemiche”.
Il discorso è poi scivolato sul rapporto con José Mourinho, l’allenatore che gli ha regalato l’esordio in Serie A ai tempi della Roma e che oggi guida il Real Madrid. “Ci siamo sentiti dopo la nostra eliminazione dal Mondiale, mi ha telefonato per congratularsi. Oltre a essere un grandissimo allenatore, Mourinho sa entrare nella testa dei giocatori. I suoi consigli mi hanno aiutato a crescere non solo sul campo, ma anche come persona”.
Immancabile una domanda sul futuro della Nazionale italiana e sulle indiscrezioni che vedrebbero Andrea Pirlo tra i possibili candidati alla panchina azzurra. Volpato ha preferito non sbilanciarsi: “Stiamo parlando di autentiche leggende del calcio italiano. Paolo Maldini e Leonardo conoscono perfettamente ciò di cui ha bisogno la Nazionale e sono certo che prenderanno la decisione migliore”.
Con il mercato estivo nel vivo e le insistenti voci che lo accostano anche all’Atletico Madrid, il fantasista ha ribadito di essere concentrato esclusivamente sul Sassuolo. “Ho ancora due anni di contratto e sarei felice di rimanere. Aquilani mi conosce molto bene fin dai tempi di quando allenava le giovanili della Fiorentina e credo possa valorizzarmi nel ruolo di trequartista. Il mio procuratore valuterà eventuali offerte importanti, ma in questo momento penso soltanto a fare bene con il Sassuolo”.
Prima dei saluti abbiamo notato Cristian firmare decine di maglie e cappellini destinati a un’asta benefica organizzata dalla Villa Maria Catholic Primary School di Hunters Hill, la scuola che frequentò da bambino e che pochi giorni prima gli aveva riservato un’accoglienza trionfale. “Conservo ricordi meravigliosi della Villa Maria. Gli insegnanti hanno avuto un ruolo importante nella mia crescita e sono felice di poter dare una mano. Se questi cimeli contribuiranno a raccogliere fondi per la scuola, sarà per me motivo di grande orgoglio”.
Si è conclusa così una piacevole conversazione con Cristian Volpato, un ragazzo che, nonostante la giovane età e una carriera già proiettata ai massimi livelli del calcio internazionale, continua a distinguersi per umiltà, disponibilità e riconoscenza verso le persone che lo hanno accompagnato nel suo percorso. Qualità che, unite al suo straordinario talento, fanno pensare che il meglio debba ancora arrivare.