CANBERRA – Il piano federale per creare una rete di poli regionali dell’idrogeno verde incassa un nuovo fallimento, con tre progetti abbandonati dopo avere ricevuto complessivamente oltre 52 milioni di dollari in finanziamenti pubblici.

Le informazioni fornite dal Department of Climate Change in risposta a domande presentate durante le audizioni del Senato sulla spesa pubblica indicano che gli hub di Kwinana, Gladstone e Townsville sono stati cancellati di comune accordo tra governo e proponenti.

Prima della chiusura, il governo aveva versato 31,7 milioni di dollari al progetto di Kwinana, 19,3 milioni a Gladstone e 1,06 milioni a Townsville.

Resta però poco chiaro quale quota di queste somme verrà restituita ai contribuenti.

Il caso più definito è quello di Townsville. Il progetto, guidato da Edify Energy, non è riuscito a ottenere finanziamenti sufficienti né accordi commerciali per la vendita dell’idrogeno prodotto. Dopo avere ricevuto 2,2 milioni di dollari alla firma dell’accordo, Edify ne ha restituiti 1,14, lasciando una perdita di 1,06 milioni.

Il polo di Kwinana, nel Western Australia, era stato annunciato nel novembre 2023 dal ministro dell’Energia Chris Bowen e da quello delle Risorse Madeleine King. Guidato da BP Australia, avrebbe dovuto produrre oltre 14mila tonnellate di idrogeno verde l’anno e creare 150 posti di lavoro.

Il governo aveva previsto fino a 70 milioni di dollari per il progetto, ma più di 31 milioni erano già stati erogati quando l’accordo è stato risolto. Non è stato ancora precisato quanto potrà essere recuperato.

Anche Gladstone è stato cancellato dopo avere ricevuto quasi 19,3 milioni.

Restano invece in corso i progetti di Pilbara, Hunter, Bell Bay e Port Bonython, ai quali sono stati versati complessivamente 46 milioni di dollari.

I fallimenti rappresentano un colpo al Regional Hydrogen Hubs program da 500 milioni di dollari, concepito per creare centri di produzione dell’idrogeno in diverse aree dell’Australia.

Lo stesso Bowen ha riconosciuto la scorsa settimana che il settore sta incontrando difficoltà economiche superiori alle previsioni.

Intervenendo al National Press Club il 5 agosto, il ministro ha ammesso che i costi dell’idrogeno e dell’eolico offshore non sono diminuiti con la rapidità prevista alcuni anni fa.

Bowen ha comunque richiamato la decisione di investimento per il progetto di Orica a Kooragang Island e la crescita globale della produzione di idrogeno a basse emissioni, aumentata del 20 per cento nel 2025 soprattutto in Europa e in Cina.

Le difficoltà del settore erano già emerse a maggio, quando il governo aveva sottratto un miliardo di dollari al programma Hydrogen Headstart nell’ambito di 2,2 miliardi di risparmi sui programmi industriali verdi.

Nello stesso periodo, oltre 70 dei più di 140 progetti sull’idrogeno seguiti dal CSIRO risultavano classificati come “archiviati”.

Alle difficoltà sull’idrogeno si aggiungono quelle dell’eolico offshore. Nessun parco è stato finora completato nelle sei aree prioritarie individuate dal governo, mentre Hunter, Illawarra e Bass Strait non hanno ancora ottenuto neppure una licenza di fattibilità della durata di sette anni.