FIRENZE - L’Italia riparte dal Belgio e Davide Frattesi non vede l’ora di tornare in campo con la maglia azzurra. A poco più di 48 ore dall’esordio in Nations League, in programma venerdì all’Olimpico, il centrocampista della Lazio presenta una sfida che si annuncia complicata.

“Il Belgio ha cambiato allenatore e non sappiamo bene cosa aspettarci da Van Bommel. Abbiamo visto un video con le partite dell’Anversa, possiamo aspettarci una squadra pronta ad aggredire. Hanno giocatori di movimento, sarà sicuramente una partita complicata e aperta. Noi non vediamo l’ora di giocare”.

Tolte le due amichevoli di giugno con Silvio Baldini ct ad interim, per l’Italia sarà la prima partita dopo la mancata qualificazione al Mondiale. Una delusione ancora difficile da smaltire per Frattesi: “Posso pure fare 20 gol, ma la ferita sanguina ancora e ci vorrà del tempo”.

Alla Lazio il centrocampista ha ritrovato Gennaro Gattuso, con cui aveva vissuto la dolorosa eliminazione di Zenica contro la Bosnia. “Con il mister non parliamo mai di queste cose. Sappiamo entrambi che è un discorso abbastanza pesante, quindi evitiamo. Gattuso ha sempre avuto fiducia in me, mi ha chiamato molte volte in Nazionale anche quando giocavo poco nel club. Quando in estate mi ha chiesto di venire alla Lazio non ci ho pensato due volte, perché lo stimo come uomo ancora prima che come allenatore”.

Una scelta che gli ha permesso di ritrovare continuità e fiducia. “Quella della Lazio è una situazione un po’ particolare, ma a me piacciono queste situazioni. Sono fatto un po’ come lui e ci siamo trovati subito. L’anno scorso non riuscivo ad avere la continuità che speravo, anche perché non stavo bene. Quando qualcuno ti dà fiducia e la possibilità di ripartire, poi riparti a cannone. È come se avessi conservato tutte le energie per questo momento. Sono contento di aver iniziato così e spero di portare questo stato di forma anche in Nazionale”.

Frattesi torna anche sulla sua esperienza all’Inter, chiusa senza rimpianti. “Venivo da una stagione con mister Inzaghi piena di grandi emozioni e gol pesanti in Champions. In estate con mister Chivu ci siamo parlati e ci siamo detti delle cose che mi hanno convinto a non stare fra i piedi, anche se lì stavo benissimo. Parlare con il senno di poi è troppo facile: è andata così e fa parte del percorso di un giocatore”.

Alla Lazio ha soprattutto ritrovato il piacere di giocare. “Gli anni all’Inter non sono replicabili per le emozioni vissute. Prima è andato tutto liscio, poi ho avuto alti e bassi. Adesso c’è una felicità diversa. Io dico che in un posto stai benissimo solo se giochi: ora sono tornato a divertirmi, cosa che mi era mancata l’anno scorso. È tornato il divertimento che avevo da bambino”.

Il grande obiettivo resta riportare l’Italia al Mondiale, una competizione che Frattesi non è riuscito neppure a guardare nell’ultima edizione. “Onestamente non ho visto neanche una partita, neanche la finale”.

Per tornare sul palcoscenico più importante, però, gli Azzurri dovranno ridurre il divario con le nazionali di vertice. “Sulla carta la differenza c’è, soprattutto dal punto di vista del ritmo. Gli altri in questo momento vanno più forte di noi, questa è la verità. Se prendiamo la Francia, la loro terza squadra può andare al Mondiale. Poi in campo le cose cambiano: due anni fa siamo andati a Parigi, abbiamo subito segnato e poi vinto la partita”.

A guidare il nuovo corso sarà Roberto Mancini, pronto venerdì al debutto-bis sulla panchina azzurra. “Abbiamo ritrovato il Mancini che avevamo lasciato. Sono d’accordo con lui quando dice che non dobbiamo guardare alla settimana prossima, ma più lontano. Dobbiamo trovarci, anche sbagliando, perché quando arriveranno le partite pesanti sarà importante essere pronti. Sono molto contento che sia tornato”.

Frattesi difende anche il ct dalle polemiche legate al precedente addio alla Nazionale: “Non sono cose nostre e non bisogna fargliene una colpa. La gente parla, ma io mi chiedo quante persone si sarebbero comportate diversamente. Per me le chiacchiere stanno a zero”.

Il centrocampista vede qualità anche nei tanti giovani del nuovo gruppo azzurro. “Mi ha colpito Inacio, ha qualità e personalità, mentre Romano mi ricorda Nemanja Matic. Ieri ho avuto un flash, ha quelle movenze. È un ragazzo bravo, con la testa sulle spalle”.

Dopo aver festeggiato a Coverciano il suo 27° compleanno, Frattesi guarda infine alla sfida dell’Olimpico, uno stadio speciale per chi in passato lo ha frequentato da tifoso e raccattapalle: “Tornare all’Olimpico è sempre bello. È bello giocare davanti a parenti e amici”.