ROMA — Scienza, progresso e lavoro non sono in contrasto con la fede, ma possono contribuire alla piena realizzazione dell’uomo quando vengono orientati alla difesa della sua dignità e al bene di tutti. È il messaggio lanciato da Papa Leone XIV durante l’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro, dove il Pontefice ha proseguito la catechesi dedicata alla Costituzione pastorale Gaudium et spes e al senso dell’attività umana nell’universo.
“Per diventare autentico progresso umano - cioè di tutto l’uomo e di tutti gli uomini - il progresso tecnico e scientifico dev’essere animato e orientato dalla carità. Solo così potrà essere posto sempre a difesa della dignità dell’uomo e promuovere le condizioni di vita di tutti, specialmente dei più svantaggiati”, ha detto Leone XIV. Nel suo intervento il Papa ha sottolineato il ruolo dell’intelligenza e della libertà dell’uomo nello sviluppo della conoscenza e nel miglioramento delle condizioni di vita, richiamando al tempo stesso la necessità che il progresso non perda di vista la persona.
“Cari fratelli e sorelle - ha aggiunto il Pontefice - il Concilio Vaticano II ci invita a condividere il pane del sapere e del saper-fare, perché ogni uomo e ogni popolo possa sviluppare le sue potenzialità e insieme possiamo costruire, con l’aiuto di Dio, un futuro migliore”. Al centro della riflessione anche il rapporto tra progresso, autonomia delle realtà terrene e fede. Secondo Leone XIV, “l’umanità - e con essa il lavoro, il progresso e l’autonomia delle realtà create - non viene assorbita o annullata dall’incontro con Dio, bensì assunta nella sua interezza, continuando ad essere, in Cristo, libera e operosa: infatti, è in Lui che essa trova piena verità e libertà”.
Da qui l’invito a non considerare le attività quotidiane come separate dalla dimensione spirituale: “Per incontrare Dio, l’essere umano non deve abbandonare le occupazioni terrene, ma può vivere pienamente la propria vocazione svolgendo bene il lavoro quotidiano e santificandolo”. Il Pontefice ha quindi affrontato il tema del rapporto tra scienza e fede, ricordando come alcuni pensatori abbiano interpretato il progresso tecnico-scientifico come un elemento capace di indebolire il rapporto con Dio. Una concezione che, secondo il Papa, ha contribuito a modificare lo sguardo dell’uomo contemporaneo sul mondo e che si è affermata soprattutto “in quella parte della cultura occidentale che ha perso il suo riferimento alla Rivelazione cristiana”.
Leone XIV ha poi richiamato il tema degli “umanesimi post-cristiani”, nei quali, a suo giudizio, l’uomo e Dio vengono presentati erroneamente come rivali. “Per affermare le sue conoscenze, la sua libertà e il suo progresso, l’uomo dovrebbe emanciparsi da Dio. Alla fine, però, negando la relazione con Dio, si perde anche la possibilità di affermare il valore trascendente della persona umana. È il ‘dramma dell’umanesimo ateo’”, ha concluso il Pontefice.
L’udienza si è svolta in una piazza San Pietro affollata e festosa. Come da consuetudine, Leone XIV ha attraversato la piazza a bordo della papamobile, salutando i fedeli e benedicendo numerosi bambini. Durante il giro tra la folla ha anche ricevuto un pacchetto regalo da un gruppo di fedeli arrivati da Chicago.