BOLOGNA - È di nuovo aria di Coppa Davis nel capoiluogo regipnale emiliano, che per la seconda volta si prepara a ospitare i quarti di finale del torneo a squadre più importante del tennis.

Si è infatti svolto il sorteggio per le Final 8, in programma dal 24 al 29 novembre alla BolognaFiere Arena: come primo passo per aggiudicarsi l’insalatiera, e conquistare la vittoria per la quarta volta consecutiva, gli azzurri dovranno affrontare la Corea del Sud, alla sua prima apparizione nei quarti.

La nazionale vincente affronterà Repubblica Ceca o Canada in semifinale. Il debutto dell’Italia è fissato per mercoledì 25 novembre, mentre gli altri accoppiamenti vedranno contrapporre Repubblica Ceca-Canada, Gran Bretagna-Germania e Austria-Spagna. E mentre il presidente della Fitp Angelo Binaghi esprime soddisfazione per il sorteggio del primo match (“incrociavamo le dita per evitare il Canada e ho visto che al capitano è scappato un sorriso”) sullo sfondo si profila l’incognita Jannik Sinner. Rispondendo a una domanda sulla presenza sul campo bolognese del numero uno al mondo, Binaghi ha aperto alla possibilità: “Perché no, credo che lui abbia già dimostrato in tempi non sospetti di tenere tanto alla Davis, soprattutto a rappresentare l’Italia nel migliore dei modi”.

La priorità resta comunque il pieno recupero fisico dell’azzurro: “L’obiettivo è che, dopo la finale di Wimbledon, Jannik torni in campo il più velocemente possibile. Ma non basta che torni in campo, vogliamo anche che vinca”, sottolinea il presidente federale, definendo “prematuro” un discorso sulla formazione. Dello stesso avviso, anche il capitano della squadra italiana Filippo Volandri: “La differenza la fa l’ultimo mese, dobbiamo vedere lo stato di salute dei giocatori”, chiarisce, ricordando come Sinner si stia “riallenando da una settimana”. Per sollevare di nuovo il trofeo della Davis, Volandri preferisce concentrarsi sulla squadra. L’anno scorso, dice, “la Spagna era la mina vagante del quarto di finale, mentre quest’anno lo stesso posto poteva prenderlo il Canada. Ma, per puntare alla vittoria, “a me piace partire da noi, prima che partire dagli altri: dalla nostra forza” e “se vogliamo arrivare in fondo e vincere di nuovo dobbiamo passare attraverso tutte le nazioni”.

In questo, per il capitano, Bologna giocherà un ruolo centrale: la città “ha sempre portato bene: abbiamo visto quanto ha risposto il pubblico l’anno scorso, nonostante non ci fosse Jannik e non ci fosse neanche Lorenzo Musetti, i numeri dei telespettatori sono stati quelli di una finale di Jannik che gioca a un Grande Slam se non addirittura di più”. Di momento “irripetibile” parla anche Binaghi: “Abbiamo la Coppa Davis in casa per la terza volta e presentiamo le finali avendo vinto le ultime cinque coppe del mondo, due femminili e tre maschili: una situazione più unica che rara”. Ripetersi la quarta volta, ha concluso Binaghi con una nota d’ottimismo, “credo che sarebbe un’impresa titanica. Ma noi, il nostro capitano, i nostri giocatori come al solito sono qua per vincere”.