NEW YORK – Anthony Albanese continua a sostenere la necessità di norme e salvaguardie comuni per l’intelligenza artificiale, nonostante Donald Trump abbia utilizzato il proprio intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite per respingere apertamente i tentativi di limitarne lo sviluppo.

Il presidente americano ha sostenuto che la tecnologia dovrebbe essere addirittura ribattezzata “superintelligenza”, perché il termine “artificiale” rischierebbe, a suo giudizio, di farla apparire falsa. Trump ha descritto invece l’AI come una tecnologia dalle potenzialità straordinarie, forse superiori a quelle della Rivoluzione industriale o di internet.

“Gli Stati Uniti respingono totalmente qualsiasi tentativo di costruire uno schema globalista per controllare l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato ai delegati, sostenendo che il suo sviluppo debba essere incoraggiato anziché frenato.

Trump aveva già liquidato come infondate alcune preoccupazioni sui rischi dell’AI, affermando che restrizioni eccessive potrebbero indebolire gli Stati Uniti nella competizione con la Cina. Il presidente americano incontrerà domani a Washington il leader cinese Xi Jinping.

Albanese ha però escluso che le parole di Trump abbiano indebolito l’iniziativa promossa dall’Australia insieme ad altri Paesi. “Abbiamo presentato una posizione forte - ha detto ai giornalisti a New York -. Ci sono diversi vantaggi, ma dobbiamo assicurarci che siano gli esseri umani a mantenere il controllo”.

Il primo ministro ha aggiunto che attenderà l’esito dell’incontro tra Trump e Xi, giudicando positivo che i due presidenti si confrontino e che l’intelligenza artificiale faccia parte delle questioni sul tavolo.

Il giorno precedente Albanese aveva aderito, insieme a più di 20 governi, a una dichiarazione che chiede una maggiore supervisione sullo sviluppo della tecnologia. Tra i firmatari figurano Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Sud Africa.

Il documento avverte che la velocità dei progressi dell’AI potrebbe superare la capacità delle istituzioni di gestirne i rischi e afferma che i sistemi devono rimanere “sotto direzione, supervisione e controllo umano”, nel rispetto del diritto internazionale.

Davanti a una coalizione delle Nazioni Unite dedicata alla protezione dei minori nell’era dell’intelligenza artificiale, Albanese ha indicato tra i possibili pericoli lo sfruttamento dei più giovani, l’impiego della tecnologia per facilitare lo sviluppo di armi biologiche e la perdita di controllo sui sistemi stessi.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha sostenuto a sua volta la necessità di intervenire tempestivamente, mettendo in guardia dal ripetere gli errori compiuti con i social media, quando le risposte normative arrivarono soltanto dopo che i problemi erano ormai emersi.

Albanese era presente al discorso di Trump insieme al ministro degli Esteri Penny Wong e, durante gli impegni a New York, ha avuto brevi colloqui anche con l’ex ministro degli Esteri Julie Bishop e con il primo ministro canadese Mark Carney.

Albanese dovrebbe inoltre incontrare Trump durante una cena di gala organizzata per i leader presenti alle Nazioni Unite, mentre resta incerto se i due avranno un colloquio bilaterale formale durante l’Assemblea generale.