DEVONPORT – La tragedia della Hillcrest Primary School provocò al Mersey Community Hospital una risposta d’emergenza che nel nord-ovest della Tasmania non si vedeva da quasi vent’anni, imponendo successivamente una revisione delle procedure per l’identificazione dei pazienti coinvolti in eventi con numerose vittime.
Paula Hyland, dirigente del Tasmanian Health Service, ha riferito davanti alla coroner Olivia McTaggart che il 16 dicembre 2021 l’ospedale dichiarò un “code brown”, il protocollo nazionale previsto per incidenti con un elevato numero di feriti.
L’ultimo episodio analogo nella regione risaliva al 2001, quando un incidente con un autobus a Cradle Mountain provocò quattro morti e sei feriti gravi.
Alla Hillcrest Primary School morirono Addison Stewart, Chace Harrison, Jye Sheehan, Jalailah Jayne-Maree Jones, Peter Dodt e Zane Mellor, tutti alunni di quinta o sesta classe. Tre compagni rimasero gravemente feriti dopo che una raffica di vento sollevò una struttura gonfiabile durante le celebrazioni di fine anno e la scaraventò attraverso il campo della scuola.
Hyland ha spiegato che il “code brown” portò all’invio di numerosi professionisti sanitari al pronto soccorso del Mersey Community Hospital e, dove possibile, alla dimissione di altri pazienti per liberare posti destinati ai bambini feriti.
Il primo dei sei bambini trasportati in ospedale arrivò intorno alle 10.45. Due furono dichiarati deceduti all’arrivo, mentre su altri proseguirono per ore i tentativi di rianimazione.
La dirigente ha spiegato che i bambini giunti al Mersey erano inizialmente privi di identificazione. “La nostra priorità era il trattamento salvavita che doveva essere fornito”, ha dichiarato, precisando che questa circostanza non influì sull’assistenza clinica, ma rese molto più difficile informare i familiari.
La madre di Jye Sheehan rimase in ospedale per quattro ore dopo che il figlio era stato dichiarato morto prima che venisse identificato e lei potesse ricevere la notizia. Un insegnante della Hillcrest raggiunse successivamente la struttura per aiutare polizia e personale sanitario nell’identificazione.
Hyland ha riferito che, dopo la tragedia, è stato sviluppato un nuovo protocollo basato anche sulla cartella sanitaria digitale, con aggiornamenti in tempo reale e indicazioni sulla posizione del paziente all’interno dell’ospedale.
L’inchiesta ha inoltre esaminato il ritardo con cui alcune famiglie poterono vedere i propri figli dopo la morte. Il patologo forense Andrew Reid ha dichiarato che il suo laboratorio lavorò per completare gli esami il più rapidamente possibile e ha escluso che altri interventi medici o chirurgici avrebbero potuto modificare l’esito per i sei bambini.