NEW YORK – Emmanuel Macron ha scelto il suo ultimo intervento alle Nazioni Unite da presidente della Francia per mettere in discussione la narrazione americana sulla pace a Gaza e rilanciare la difesa del sistema multilaterale.

Parlando poche ore dopo Donald Trump dallo stesso podio dell’Assemblea generale, Macron ha contestato l’idea che il piano statunitense abbia già prodotto risultati concreti. Secondo il presidente francese, nessun corridoio umanitario è stato riaperto nell’enclave nonostante i proclami di pace.

“Alcuni si vantano di una presunta pace”, ha affermato, ricordando che l’accesso umanitario non è stato ripristinato “nemmeno per un secondo”. Macron ha definito la situazione uno spettacolo che dovrebbe suscitare vergogna nella comunità internazionale.

Il presidente francese ha anche richiamato il riconoscimento dello Stato palestinese deciso da Parigi lo scorso settembre, respingendo le critiche di chi ritiene simili iniziative puramente simboliche. A suo giudizio, l’inazione di fronte alla situazione di Gaza rischia invece di compromettere la credibilità dei governi occidentali.

Trump, intervenuto in precedenza, aveva rivendicato il proprio piano per Gaza come un successo diplomatico, sostenendo che gli Stati Uniti avevano contribuito a porre fine alla guerra e a salvare migliaia di vite. Dopo le parole di Macron, il Dipartimento di Stato americano ha rilanciato sui social le dichiarazioni del presidente, ricordando anche l’approvazione unanime del piano in 20 punti da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e la creazione di un Board of Peace.

Macron ha poi rivolto l’attenzione alla Cisgiordania, denunciando le violazioni contro i palestinesi e sostenendo che l’espansione degli insediamenti comprometta progressivamente la possibilità di costruire una soluzione fondata sul diritto del popolo palestinese a esistere.

I rapporti tra Francia e Israele si sono deteriorati nell’ultimo anno. Parigi ha introdotto alcune sanzioni nazionali contro responsabili di violenze dei coloni e avviato un processo per vietare prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori occupati.

Il presidente francese ha inoltre respinto l’idea che la sicurezza di Israele possa essere rafforzata tramite violazioni della sovranità dei Paesi vicini, sostenendo che simili azioni finiscano invece per indebolirla.

A sette mesi dalle prossime elezioni presidenziali francesi, Macron ha concluso la sua ultima apparizione all’ONU con un richiamo al multilateralismo, mettendo in guardia contro un ritorno alla “legge della giungla” e contro un ordine internazionale fondato sull’impunità.

Il discorso si è chiuso con un ultimo messaggio: “Viva le Nazioni Unite”.