ROMA - Opposizioni all’attacco del governo, dopo i dati Istat che vanificano le speranze di un’uscita anticipata dalla procedura Ue per deficit eccessivo. Ma per l’esecutivo c’è anche la ‘spina’ di Matteo Salvini, che coglie la palla al balzo per alzare il tiro in vista della prossima manovra.

L’Istat ha confermato oggi che l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari nel 2025 al -3,1%: per uscire dalla procedura Ue sarebbe servito un deficit inferiore al 3%. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha preso atto “non senza rammarico” della ‘sentenza’, aggiungendo però che “coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027”.

L’opposizione va all’attacco del governo. “Quattro anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione”, accusa il leader M5s Giuseppe Conte, aggiungendo che “voltare pagina si può” ed “è necessario”.

“Finalmente abbiamo capito: i dati sul deficit spiegano il nervosismo di Giorgia Meloni, la corsa all’annuncio propagandistico all’inseguimento di Roberto Vannacci. Le cose non vanno bene per il governo, prima se ne vanno e meglio è”, dice Nicola Fratoianni di Avs. Stessa linea dal Pd, con il capogruppo al Senato Francesco Boccia: “Siamo di fronte anche al fallimento economico del governo delle destre: deficit ancora alto, tasse che aumentano, salari fermi, bollette alle stelle e costo dei carburanti cresciuto in maniera spropositata e ormai fuori controllo. Fare il pieno, pagare le bollette, riempire il carrello della spesa sono diventati ogni giorno più pesanti per milioni di italiani. Questo è il Paese reale, molto lontano dalla propaganda di Palazzo Chigi. Penso che, per il bene dell’Italia, prima si vada a votare e si mandi a casa il governo Meloni, meglio è”.

Se l’opposizione va all’attacco, da Berlino Matteo Salvini avanza le sue richieste in vista della manovra. “È evidente - ha detto in visita allo stand delle Fs a Innotrans - che serve uno scostamento di bilancio da miliardi. Solo per pagare i lavori già fatti a imprese che hanno lavorato e operai che hanno lavorato, fino ad oggi, per non bloccare i cantieri, noi abbiamo bisogno di 8 miliardi cash”. Per il vicepremier “con due guerre in corso” serve una legge di bilancio “forte e coraggiosa, non dello zero. Avrei detto la stessa cosa se invece del 3,1% ci fosse stato il 2,9%. Siamo la seconda potenza industriale d’Europa, non possiamo rimanere bloccati agli umori di qualche burocrate europeo”. Parole che certo creano qualche grattacapo al ministro (e compagno di partito) Giorgetti, alle prese con il compito non facile di tenere sotto controllo i conti, trovare risorse per sostenere imprese e famiglie e respingere ‘l’assalto alla diligenza’ degli alleati.