ROMA - Riduzione delle tasse, potere d’acquisto, lavoro e sicurezza saranno le priorità di Giorgia Meloni alla ripresa dell’attività politica di settembre. La presidente del Consiglio chiude anche all’ipotesi di un rimpasto di governo e, in particolare, al possibile ritorno di Matteo Salvini al Viminale. 

In vacanza con la figlia Ginevra prima in Sardegna, a La Maddalena, e poi in Puglia, la premier parla al settimanale “Chi” in un’intervista in cui alterna aspetti personali e temi politici. Il 21 agosto sarà a Taranto per l’apertura dei Giochi del Mediterraneo, poi è attesa a Bari il 4 settembre per la festa del governo più longevo della Repubblica. 

Lo sguardo è già rivolto alla manovra, che entrerà nel vivo a settembre con l’ultima legge di bilancio della legislatura. Sarà un passaggio complesso, segnato dalla situazione internazionale e dai margini di spesa disponibili.  

Nello stesso mese è attesa anche la revisione dei conti da parte di Eurostat, con la speranza del governo di uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo. 

La premier indica quattro ambiti su cui “fare ancora meglio”. Il primo è il fisco: “Alleggerire le tasse e lavorare sul potere d’acquisto degli italiani”. Meloni rivendica di avere dedicato a questo obiettivo gran parte delle risorse disponibili negli ultimi anni e assicura di voler proseguire sulla stessa strada. 

Il secondo tema è il lavoro. Secondo la presidente del Consiglio, l’occupazione è ai massimi storici e ora l’obiettivo è non tornare indietro, favorendo posti più stabili e salari più alti.  

Il terzo fronte è la sicurezza, su cui Meloni dice che il governo sta facendo “un gran lavoro” ma può migliorare ancora, anche grazie alle nuove norme europee sull’immigrazione. 

Sull’economia, la premier afferma di comprendere la preoccupazione degli italiani per possibili nuove spinte dell’inflazione e per il costo dei carburanti. “È anche la mia”, dice, rivendicando però gli interventi già messi in campo dall’esecutivo. Se la situazione dovesse durare o peggiorare, aggiunge, serviranno “soluzioni nuove”, ma il governo “non resterà a guardare”. 

Meloni interviene anche su Roberto Vannacci e sulla nascita di Futuro Nazionale, che potrebbe alimentare la competizione a destra in vista delle politiche. L’ex generale, afferma, “non è né un problema, né una risorsa”, e finora sembra “un’operazione costruita per favorire la sinistra”. 

Quanto a Salvini, Meloni non apre alla possibilità di un suo ritorno al ministero dell’Interno. “Matteo sarebbe un ottimo ministro dell’Interno, lo ha già dimostrato”, afferma, ma aggiunge che il leader della Lega si sta occupando di un dicastero complesso come Infrastrutture e Trasporti “con una dedizione incredibile”. 

La premier difende anche il lavoro dell’attuale titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, sostenendo che sta dando il massimo su sicurezza e immigrazione, settori nei quali “non c’è un giorno in cui si possa abbassare la guardia”, come dimostrerebbe anche la recente crisi di Ceuta. 

Sul centrosinistra, Meloni attacca: “Mi pare diviso su tutto”. E rispetto alla prospettiva del voto si dice tranquilla: avrebbe potuto fare meglio, ammette, ma non di più. “Non avrei potuto metterci più dedizione”, conclude.