PHILADELPHIA - Ed Sheeran ha chiesto scusa ai fan e ha preso posizione sulla guerra a Gaza durante il suo primo concerto dopo le polemiche provocate dall’esclusione di Macklemore dal Loop Tour. Dal palco di Philadelphia, il cantautore britannico ha ammesso di aver commesso “errori” nella gestione di una vicenda che ha portato anche gli altri artisti di supporto ad abbandonare la tournée.

“Non ho mai voluto essere un musicista attivista, ma tutto questo mi ha messo al centro di un importante e appassionato dibattito sulla libertà di espressione e sulla questione politica più complessa del pianeta”, ha detto Sheeran. Ha aggiunto di aver dovuto prendere “decisioni difficili”: “Sto commettendo errori e mi dispiace davvero”.

La controversia era iniziata dopo un concerto del 5 settembre al MetLife Stadium, nel New Jersey, durante il quale Macklemore aveva urlato “Free Palestine” e pronunciato diverse dichiarazioni a sostegno dei palestinesi. Il rapper è stato successivamente escluso dalle restanti date statunitensi del tour. Sheeran ha sostenuto che la decisione sia stata presa dal promoter e non da lui. Messina Touring Group, l’organizzazione dei concerti di Ed Sheeran, aveva comunicato di essere stata avvertita da alcune strutture che non avrebbero ospitato i concerti con Macklemore nel programma.

Tra queste c’è il Gillette Stadium in Massachusetts, di proprietà del Kraft Group. Robert Kraft, proprietario anche dei New England Patriots, che ha motivato la propria opposizione alla presenza del rapper citando le sue recenti dichiarazioni e una precedente serie di espressioni e immagini antisemite. Macklemore ha replicato affermando che le sue critiche a Israele non siano rivolte, in generale, nei confronti degli ebrei.

La rimozione del rapper dal tour ha provocato anche una reazione a catena. Aaron Rowe, Beoga, Lukas Graham e Finneas, gli altri artisti di supporto della tournée di Ed Sheeran, hanno deciso di non proseguire con i loro impegni, contestando l’esclusione di Macklemore, una scelta che, secondo loro, limita la libertà di espressione degli artisti.

A Philadelphia, Sheeran ha parlato direttamente del conflitto in Medio Oriente, definendo “orribili” gli attacchi del gruppo terroristico di Hamas in territorio israeliano del 7 ottobre 2023, dicendo che hanno aggravato “secoli di sofferenza”. Allo stesso tempo ha descritto quanto sta accadendo a Gaza come “catastrofico, ingiustificabile e sproporzionato”, parlando della devastazione e delle vittime civili, compresi i bambini.

Il cantante ha spiegato di aver cercato finora di evitare il ruolo di commentatore politico perché considera i propri concerti luoghi di incontro. Ma ha aggiunto: “Questa è una questione umanitaria e non posso più nascondere ciò che penso”.

Sheeran ha ammesso che la crisi lo aveva portato a chiedersi non soltanto se il tour sarebbe proseguito, ma persino se volesse continuare a fare l’artista. Alla fine ha scelto di salire sul palco, ribadendo che ai suoi concerti devono poter partecipare persone con opinioni diverse. Fuori dallo stadio, intanto, un piccolo gruppo di manifestanti pro-palestinesi ha protestato prima dello spettacolo.

La tournée proseguirà, ma il caso ha ormai superato i confini della musica, aprendo un confronto sul rapporto tra libertà di espressione degli artisti, autonomia delle strutture che ospitano i concerti e responsabilità delle star che guidano grandi tournée internazionali.