SYDNEY – Anthony Albanese ha raggiunto il punto più basso della propria popolarità da quando è diventato primo ministro nel 2022, secondo l’ultimo Newspoll, che assegna al leader laburista un indice netto di gradimento pari a meno 27.
Il sondaggio, condotto su 1.244 elettori, mostra il Partito laburista al 27 per cento del voto primario, in calo rispetto al 37 per cento registrato dodici mesi fa e vicino ai minimi storici del partito. La Coalizione si ferma al 19 per cento, portando il sostegno complessivo ai due maggiori schieramenti al 46 per cento.
One Nation resta invece al 30 per cento, davanti sia ai Laburisti che alla Coalizione, mentre i Verdi si attestano al 13 per cento e gli altri partiti e candidati raccolgono complessivamente l’11 per cento.
Nonostante il calo di consensi, Albanese mantiene il vantaggio nella scelta a tre per il primo ministro preferito: ottiene il 44 per cento, davanti alla leader di One Nation Pauline Hanson al 32 e al leader dell’opposizione Angus Taylor al 24.
Il risultato ha spinto diversi ministri a intervenire sulle difficoltà economiche che continuano a gravare sulle famiglie.
Il ministro per i Servizi sociali Tanya Plibersek ha dichiarato che il problema centrale non è il sondaggio, ma il fatto che molti australiani continuino ad avvertire il peso del costo della vita.
Ha quindi rivendicato la posizione del governo sui salari, attaccando One Nation per le sue posizioni sul mercato del lavoro.
Anche il ministro per la Scienza e la Tecnologia Andrew Charlton ha attribuito parte del malcontento alla lunga fase di debole crescita dei salari, agli effetti della pandemia, alla guerra in Medio Oriente e all’aumento dei prezzi.
Charlton ha sostenuto che gli elettori vogliono vedere decisioni concrete e cambiamenti rilevanti, respingendo l’idea che Albanese abbia perso il sostegno del proprio gruppo dirigente.
“Certo che ce l’ha”, ha risposto quando gli è stato chiesto se continuasse a dare sostegno al primo ministro.
Il dato del 27 per cento colloca il voto primario Laburista vicino ai livelli più bassi registrati negli ultimi quindici anni. Il Newspoll indica inoltre un forte spostamento degli elettori fuori dai due principali schieramenti, il 54 per cento degli intervistati appare orientato verso altre forze politiche.