NEW YORK – L’Australia ha avviato ufficialmente la propria campagna per ottenere un seggio al Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel biennio 2029-2030, con Anthony Albanese impegnato a raccogliere consensi durante la sua visita a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Il voto si terrà soltanto a metà del 2028, ma il governo federale intende intensificare fin d’ora l’attività diplomatica.

“L’impegno con il resto del mondo conta - ha dichiarato Albanese -. Conta perché incide sul costo della vita, sull’inflazione e sul modo di vivere degli australiani”.

Secondo il primo ministro, un seggio nel Consiglio consentirebbe a Canberra di partecipare direttamente alla definizione delle risposte internazionali alle questioni che hanno conseguenze anche per la popolazione australiana.

L’Australia ha già fatto parte dell’organismo cinque volte dalla fondazione delle Nazioni Unite. L’ultimo mandato risale al 2013-2014, periodo durante il quale Canberra ebbe un ruolo nella risposta internazionale all’abbattimento del volo Malaysia Airlines MH17 da parte della Russia.

Albanese ha richiamato quell’esperienza come esempio del contributo che l’Australia potrebbe nuovamente offrire, indicando fra le priorità il conflitto in Medio Oriente e la guerra in Ucraina.

Due seggi vengono assegnati al gruppo dell’Europa occidentale e degli altri Paesi, del quale fa parte l’Australia. Finora Canberra e la Finlandia sono le sole candidate, anche se altri Stati potrebbero ancora farsi avanti.

Anche in assenza di ulteriori concorrenti, l’Australia dovrebbe comunque ottenere il voto favorevole di due terzi dei 193 membri delle Nazioni Unite.

Il Consiglio di Sicurezza è formato da 15 Paesi. Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti hanno seggi permanenti, mentre gli altri dieci membri restano in carica per due anni.

Albanese punta in particolare sul sostegno delle nazioni del Pacifico e dei Paesi dell’ASEAN.

La campagna, denominata “we listen, we partner, we protect”, metterà in evidenza il ruolo australiano nel Pacifico, le politiche sul cambiamento climatico e l’obiettivo di dare maggiore voce alle medie e piccole potenze.

Canberra intende inoltre valorizzare il divieto dei social media per i minori di 16 anni e le iniziative per introdurre maggiori garanzie nell’impiego dell’intelligenza artificiale.

Albanese ha infine annunciato Siobhan McKenna, presidente di Australia Post ed ex presidente della NBN, come prossima console generale australiana a New York.