MOSCA - La Commissione Elettorale Centrale russa annuncerà fra poche ore, alle 11am (ora di Mosca (6pm ora costa est australiana), i risultati preliminari, secondo quanto riportato dalla agenzia russa Tass.

Il voto si è svolto nell’arco di tre giorni per eleggere i 450 deputati della Camera bassa del Parlamento: 225 i deputati che saranno eletti attraverso liste di partito e altrettanti in collegi uninominali.

Russia Unita è apparsa, da sempre, in posizione dominante, in entrambe le opzioni. Nel 2021 aveva conquistato 324 seggi, assicurandosi una maggioranza superiore ai due terzi.

Secondo i primi dati riportati dalla Commissione elettorale, l’affluenza è stata del 56,66%, superiore a quella delle precedenti elezioni parlamentari. Oltre 3,6 milioni di cittadini russi hanno votato online, secondo il ministero dello Sviluppo digitale.

Il dato sulla partecipazione è particolarmente importante, anche come strumento di propaganda, perché il Cremlino ha presentato le elezioni anche come una dimostrazione di unità nazionale nel corso di questi anni di guerra. Prima del voto Putin aveva invitato gli elettori a mostrare sostegno ai militari russi. Il presidente non era candidato: Russia Unita sostiene la sua linea politica, ma Putin non è, attualmente, membro del partito.

La consultazione elettorale si è svolta in un contesto di forte limitazione dell’opposizione. Yabloko, l’unico partito registrato ad avere apertamente criticato la guerra, era stato inizialmente ammesso, ma la sua lista nazionale è stata successivamente esclusa dalla Corte suprema. Alcuni suoi candidati hanno potuto partecipare nei collegi uninominali. Yabloko e il Partito comunista hanno denunciato ostacoli all’attività dei propri osservatori e altre presunte irregolarità, accuse che non è stato possibile verificare in modo indipendente.

La Russia, infatti, non ha invitato gli osservatori dell’Osce. Mosca ha accusato l’organizzazione di adottare “doppi standard”, mentre il presidente dell’Assemblea parlamentare dell’Osce, Pere Joan Pons, ha definito la decisione contraria agli impegni assunti dalla Russia come Stato membro.

Il voto ha coinvolto anche la Crimea, annessa dalla Russia nel 2014, e le parti occupate delle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, annessioni non riconosciute internazionalmente. Kiev ha dichiarato illegittime le consultazioni organizzate in questi territori.

E mentre le operazioni di voto si concludevano il conflitto tornava a colpire direttamente proprio la regione della capitale russa. Nella notte precedente all’ultima giornata di voto, l’Ucraina ha infatti condotto un attacco con oltre mille droni contro la Russia, secondo le autorità russe, colpendo anche una raffineria della capitale. Due persone sono morte nella regione di Mosca.

Prima dell’ufficializzazione dei risultati da parte della Commisisone elettorale, il risultato sembra già molto chiaro: Russia Unita è avviata a conservare il controllo della Duma.

Sulla propaganda di Putin che racconta di un voto come dimostrazione di consenso popolare sulla guerra, non mancano inevitabili dubbi e perplessità, considerata l’esclusione dalle liste della principale, e forse unica, forza apertamente contraria al conflitto e le restrizioni denunciate durante la consultazione.