TORINO - Diversi cori e parte dei tifosi bianconeri voltati di spalle: il minuto di silenzio per ricordare Sandro Mazzola all’Allianz Stadium si è trasformato in un oltraggio alla memoria del campione scomparso. Come su tutti i campi della Serie A, anche sotto la Mole sono stati celebrati 60” di raccoglimento per ricordare la bandiera dell’Inter e figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, morto all’età di 83 anni. Prima di Juventus-Atalanta, però, la ricorrenza è stata macchiata da una parte di sostenitori bianconeri. In curva Sud, nei settori centrali di primo e secondo anello, decine di tifosi hanno scelto di girarsi di spalle durante il minuto di silenzio. Non solo, tanti altri hanno rovinato il ricordo di Mazzola intonando cori per gli scomparsi bianconeri Gaetano Scirea, Giovanni Agnelli e Andrea Fortunato. Tra un comportamento irrispettoso e l’altro, tutto il resto del pubblico dell’Allianz Stadium ha risposto con un forte applauso all’ex campione nerazzurro. Le immagini però degli ultrà di spalle hanno fatto rapidamente il giro del web e provocato diverse reazioni.
“Sandro Mazzola non è solo interista, è una leggenda del calcio. Ma la madre dei cretini è sempre incinta”, ha detto il presidente del Senato e tifoso nerazzurro Ignazio La Russa, che ha stigmatizzato l’episodio ma tenendo “a collocarlo nella sua dimensione”. “Se preferite un’altra considerazione - ha aggiunto - non ti curar di lor ma guarda e passa. La grandezza di Mazzola non si misura da queste meschinità”. Tra le prese di posizione più dure c’è quella di Osvaldo Napoli: “Il comportamento di alcuni tifosi della Juventus è stato indegno, è indice non solo di scarsa sportività ma di un vero e proprio imbarbarimento di certi settori della tifoseria: per loro dovrebbe scattare la Daspo e l’allontanamento dagli spalti” ha dichiarato il rappresentante di Azione. Così è subito tornato alla mente l’episodio del 2014, quando durante un derby della Mole vennero esposti alcuni striscioni di scherno per la tragedia di Superga del 4 maggio. “La dirigenza di quella società non c’entra ma quello stadio va chiuso per un anno, per sempre - disse in radio tra le lacrime Sandro Mazzola nel ricordo di papà Valentino e di tutto il Grande Torino, scomparso sul colle il 4 maggio 1949 -. Solo in Italia succedono queste cose, ma non facciamo mai niente: la multa di 25.000 euro è ridicola, non esiste”.
“Non c’è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio”: con questa nota apparsa sui propri canali ufficiali, la Juventus ha preso posizione dopo l’episodio. “Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori” ha precisato il club bianconero.
“È un discorso su cui bisogna fare attenzione, non bisogna fare delle scelte che poi possano andare contro la sportività: mi dispiace ma non so bene le ragioni e le cose, ma la parte sportiva bisogna averla sempre a cuore e non essere condizionati da altre situazioni”: così il tecnico della Juventus, Luciano Spalletti. “Sono sensazioni brutte, magari si tratta di generazioni che non si rendono conto di chi è stato Mazzola: quando c’è una perdita di questo livello, rendere omaggio è il minimo anche se ci hai sempre giocato contro”: così il tecnico dell’Atalanta, Maurizio Sarri.