Sono passate appena due settimane da quando la nomina è diventata ufficiale e Anita Bonanno la prima cosa che tiene a precisare è che non è arrivata da sola: “Per la prima volta nella storia del Co.As.It. abbiamo un gruppo dirigente interamente femminile lavoro con donne molto forti e con grande consapevolezza di sé. Questo fa la differenza”.
Bonanno succede a Thomas Camporeale, che ha lasciato dopo oltre 25 anni nell’associazione, 14 dei quali da direttore generale. Lei arriva alla guida di un ente che oggi tiene insieme tre mondi diversi: l’assistenza agli anziani, la scuola bilingue e l’insegnamento dell’italiano.
Alla domanda su quale di questi rami consideri oggi più fragile, risponde senza scegliere: “Sono tutti ugualmente importanti, portano alla comunità valori diversi. La comunità italiana sta invecchiando rapidamente, il bisogno di servizi è adesso: quello va mantenuto. Ho un team consolidato di cui mi fido, da lì si va avanti”.
Dove invece intende spingere è sul terzo fronte, quello meno visibile: “Purtroppo c’è stata una riduzione dei finanziamenti per l’insegnamento dell’italiano nelle scuole. Per me qui si tratta di portare avanti un’azione di sensibilizzazione. C’è un interesse enorme per la cultura italiana, la gente ama l’Italia, vuole andarci: il fatto che l’italiano non venga insegnato nelle nostre scuole non rispecchia quello che la comunità chiede. Il mio compito è dare voce a questo lato dell’organizzazione”.
Sul futuro dell’Italian Bilingual School, Bonanno conferma che la ricerca del nuovo preside è partita: “Abbiamo aperto una selezione, l’annuncio è uscito proprio questa settimana tramite un’agenzia di reclutamento. Al momento non sappiamo ancora chi sarà”.
Il profilo, però, è già delineato: esperienza pregressa nel settore scolastico e nelle scuole indipendenti, un impegno reale sul multiculturalismo, la comprensione di che cosa significhi l’educazione bilingue e la passione per la lingua e la cultura italiane.
Quanto all’identità della scuola, dove già alcuni anni fa meno della metà degli iscritti proveniva da famiglie d’origine italiana: “È il multiculturalismo che porta all’eccellenza. Noi insegniamo il bilinguismo attraverso l’italiano per sviluppare le connessioni neurali e ottenere risultati migliori. I nostri risultati NAPLAN sono straordinari se confrontati con il resto dello Stato”. Bonanno si reca alla scuola ogni venerdì: “Sentire un italiano quasi perfetto uscire dalla bocca di un bambino di famiglia russa o coreana è una cosa bellissima. Continueremo a usare l’italiano come lingua madre della scuola, ma siamo aperti a tutti”.
Bonanno ha la doppia cittadinanza: “Sono italiana oltre che australiana, ho avuto la cittadinanza attraverso mia madre. Ho ancora tutta la famiglia di mia mamma in Italia e la famiglia allargata di mio padre. Da bambina ho vissuto tra Italia e Australia per periodi lunghi, anche tre mesi di fila: è così che ho imparato l’italiano”. Un italiano che aveva smesso di praticare negli anni lontani dall’associazione e che ora, ammette, si sta costringendo a rimettere in moto.
Perché una parentesi c’è stata. Entrata al Co.As.It. nel 2004, Bonanno se n’è andata nel 2015 per sette anni alla St Basil’s, organizzazione greco-ortodossa, dove è salita fino a posizioni di alta dirigenza tra strutture residenziali e servizi per anziani autosufficienti. Poi è nata sua figlia, in piena pandemia: “Lavorare durante il Covid con una bambina piccola, in un’azienda attiva 24 ore su 24 e distribuita su due Stati, è stato molto difficile”. Nel 2022 si è liberato il posto di responsabile dei servizi alla comunità al Co.As.It.: “Ho pensato: sono italiana, questa è la mia cultura. Lavorare a contatto con un’altra cultura mi ha fatto capire quanto mi mancasse la mia: era ora di tornare a casa”.
La qualità che considera più utile al nuovo incarico è, non a caso, quella meno appariscente. “L’umiltà. Essere avvicinabile, essere una che si rimbocca le maniche in prima linea. Lo possono confermare i miei collaboratori: svuoto la lavastoviglie, aiuto a smontare dopo gli eventi e, se manca personale in un centro diurno, prendo il portatile e lavoro da lì per la giornata. L’ho sempre fatto, a qualunque livello di responsabilità, e continuerò a farlo”.
Interpellata sulla riforma della Circoscrizione Estero, approvata in prima lettura dalla Camera il 16 luglio scorso e ora all’esame del Senato, che riduce da quattro a due le ripartizioni per l’elezione dei deputati, accorpando Americhe, Africa, Asia e Oceania in un’unica area, e istituisce un collegio unico mondiale per il Senato, Bonanno ha preferito non entrare nel merito.
Il Co.As.It. NSW ha però fatto seguire una nota con la posizione ufficiale dell’organizzazione: “Riconosce che le modifiche approvate dal Parlamento italiano sulle circoscrizioni estere hanno generato discussione e preoccupazione considerevoli tra le comunità italiane nel mondo, Australia compresa. Per una comunità con un legame tanto lungo e significativo con l’Italia, si osserva, è comprensibile che ogni cambiamento capace di incidere su quella rappresentanza venga guardato con notevole interesse. L’associazione conferma infine l’intenzione di continuare a lavorare in modo costruttivo con le istituzioni italiane e con le altre realtà comunitarie, nel rispetto della diversità di opinioni presenti nella comunità che serve”.
Bonanno chiude con un invito diretto ai lettori: “Sono grata per questa opportunità e non vedo l’ora di connettermi con la comunità italiana. Il riscontro dei lettori è importante per noi: se ci sono cose che vorrebbero vedere e non facciamo, o cose che potremmo fare meglio, ci contattino. Siamo pronti ad ascoltarli”.