CASERTA - Il gip ha convalidato il fermo del quarantenne senza fissa dimora di nazionalità romena accusato dell’omicidio di Guido Roviello, il clochard di 62 anni morto in ospedale il 21 agosto scorso, dopo essere stato pestato in una piazza di Caserta.
L’accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi. Secondo gli inquirenti della Procura di Santa Maria Capua Vetere, il presunto aggressore avrebbe picchiato Roviello per un debito di 50 euro non saldato.
Durante l’interrogatorio davanti al pm, il fermato avrebbe sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità.
Determinanti per l’identificazione dell’uomo sono stati i filmati delle telecamere cittadine e un video girato durante l’aggressione. Dalle immagini, spiegano gli investigatori, emerge anche che nessuno dei presenti, compresa la persona che ha ripreso la scena, è intervenuto per fermare il pestaggio.
Nel filmato si vede Roviello discutere con un uomo che improvvisamente lo aggredisce, facendolo cadere a terra e poi colpendolo ripetutamente. Secondo una prima ricostruzione, all’origine dell’aggressione potrebbe esserci stata una lite per pochi euro raccolti con l’elemosina, che il presunto aggressore avrebbe preteso di farsi consegnare.
Roviello anni fa lavorava come cameriere, poi aveva perso il lavoro ed era finito a vivere in strada. Di recente gli era stato trovato un alloggio a Maddaloni.
Frequentava la chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Caserta, dove andava alla mensa, e la Comunità di Sant’Egidio, dove poteva fare la doccia e socializzare.
I volontari lo descrivono come un uomo buono e molto sensibile. Già nel 2019 aveva subito una grave aggressione, riportando diverse fratture. Allora era stato aiutato dai volontari dell’associazione Angelo degli Ultimi, prima di tornare in strada. Questa volta, invece, il nuovo pestaggio non gli ha lasciato scampo.