ROMA - Galeazzo Bignami è stato ascoltato per circa un’ora e mezza in Commissione Covid e ha riproposto le accuse di Fratelli d’Italia contro la gestione della pandemia da parte del governo Conte e dell’allora ministro della Salute Roberto Speranza. 

L’audizione si è svolta senza le opposizioni, che hanno scelto di disertare i lavori in segno di protesta. Pd, M5S, Avs e Italia Viva hanno definito la seduta uno “squallido teatrino”, accusando la maggioranza di trasformare la Commissione in uno strumento di propaganda politica.  

A rivolgere gran parte delle domande a Bignami è stata la collega di partito Alice Buonguerrieri. Il capogruppo di FdI alla Camera ha così ricostruito le iniziative portate avanti negli anni sul piano pandemico, sui verbali della task force, sugli acquisti di mascherine e sulle richieste di accesso agli atti presentate al ministero della Salute. 

Bignami ha denunciato la “mancanza di trasparenza” del governo allora in carica e ha sostenuto che l’Italia non avesse un piano pandemico aggiornato, circostanza che, a suo giudizio, avrebbe rappresentato una violazione delle prescrizioni europee.  

Il deputato ha contestato anche l’invio alla Cina di “tonnellate di dispositivi di protezione” mentre in Italia scarseggiavano, il mancato tracciamento dei passeggeri provenienti da Wuhan e la mancata attuazione del piano pandemico del 2006, che, pur “vetusto”, avrebbe potuto essere utile. 

Le opposizioni non hanno replicato durante l’audizione, ma nel pomeriggio hanno diffuso una nota congiunta, nella quale parlano di “uno dei punti più bassi” dell’attività della Commissione: “Vedere Fratelli d’Italia che pone le domande a Fratelli d’Italia per permettere che vengano ripetute le solite teorie care a Fratelli d’Italia è semplicemente desolante”. 

Secondo i gruppi di opposizione, la Commissione si sta trasformando “in organo di propaganda di partito”, e per questo, aggiungono, “qualsiasi eventuale conclusione che dovesse essere votata dalla Commissione risulterà squalificata”. Nella stessa nota viene rinnovata la richiesta di dimissioni del presidente Marco Lisei, anche lui di Fratelli d’Italia. 

Già prima dell’audizione, il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia aveva parlato di una “bieca operazione di arroganza politica” e di una Commissione d’inchiesta piegata all’“auto-rappresentazione politica del partito di maggioranza”. Boccia ha evocato anche la possibilità, in futuro, di una Commissione d’inchiesta sulla stessa Commissione Covid, per ricostruirne funzionamento, incarichi, deleghe e possibili interferenze. 

Fratelli d’Italia respinge le accuse. Buonguerrieri parla di un atteggiamento che dimostrerebbe “una grandissima paura” da parte delle opposizioni: “Lavorano per nascondere la verità, noi continueremo con ostinazione e coraggio a ricercarla”.