CANBERRA – Il governo Albanese è accusato di lasciare inevasi decine di rapporti delle commissioni parlamentari, con tempi di attesa che in molti casi superano largamente quelli previsti per una risposta formale dell’esecutivo.
Secondo Alan Hewitt, presidente della Australian Public Interest Alliance, questa settimana risultano ancora senza risposta 79 relazioni su temi che spaziano dai diritti umani alla schiavitù moderna, dagli abusi finanziari all’impiego dei fondi pubblici.
Hewitt ha creato un sito di monitoraggio chiamato “Too Hard Basket”, sostenendo che il governo ricorra sempre più spesso a formule standardizzate per chiudere i dossier senza affrontarne le raccomandazioni.
Le linee guida prevedono una risposta entro tre mesi per i rapporti del Senato e sei mesi per quelli della Camera dei Rappresentanti. Secondo Hewitt, tutti tranne cinque dei 79 documenti censiti hanno già superato questi termini.
Tra i casi più noti figura “You win some, you lose more”, il rapporto sui danni provocati dal gioco d’azzardo guidato dalla compianta deputata laburista Peta Murphy. La risposta del governo è arrivata a maggio, oltre mille giorni dopo la presentazione del documento.
Più controversa, secondo Hewitt, è la pratica di archiviare alcuni rapporti sostenendo che, dato il tempo trascorso, “una risposta sostanziale del governo non è più appropriata”. Dal 2022, ha affermato, questa formula è stata utilizzata in 263 delle 634 risposte presentate.
“Questa non è una risposta. È una scappatoia”, ha dichiarato.
Uno dei casi riguarda un’indagine del 2018 sull’impiego di ragazze alla pari durante il periodo in cui Peter Dutton era ministro degli Interni. La risposta, depositata ad aprile, non ha affrontato in modo sostanziale la principale raccomandazione: obbligare i ministri a dichiarare se eventuali interventi sui visti siano stati effettuati nel rispetto delle linee guida.
Il viceministro Patrick Gorman ha replicato che il precedente governo della Coalizione avrebbe dovuto rispondere a quel rapporto e a centinaia di altri, aggiungendo che l’esecutivo attuale rispetta il lavoro delle commissioni e dei cittadini che vi contribuiscono.
Hewitt, che svolge attività di volontariato per l’indipendente del Western Australia Kate Chaney, sostiene però che ogni raccomandazione dovrebbe ricevere una risposta esplicita, anche negativa.
Un altro esempio riguarda il rapporto “No time to waste” dell’aprile 2025, nel quale la commissione ambiente proponeva una legge sull’economia circolare. Da allora il ministro Murray Watt ha lavorato con gli Stati su una tabella di marcia e nuove regolamentazioni, ma non su una riforma legislativa.
Il rapporto più vecchio presente nel database risale al 2014 e riguarda la libertà d’informazione, ma non richiede più una risposta perché era collegato a un progetto dell’era Abbott successivamente abbandonato.