WASHINGTON – Donald Trump e Xi Jinping hanno trasformato la Casa Bianca nel palcoscenico di uno dei vertici più solenni degli ultimi anni, ma dietro il cerimoniale restano profonde divergenze tra Stati Uniti e Cina su sicurezza, tecnologia, Taiwan e commercio.

Durante il colloquio bilaterale di ieri, Xi ha chiesto a Washington di opporsi apertamente all’“indipendenza di Taiwan”, secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale cinese Xinhua. La Casa Bianca non ha diffuso immediatamente una propria ricostruzione dell’incontro.

Pechino aveva già lasciato intendere che il presidente cinese avrebbe sollecitato Trump a fermare le vendite di armi a Taipei. Dopo la visita in Cina dello scorso maggio, il presidente americano aveva sospeso un pacchetto militare destinato a Taiwan del valore di circa 14 miliardi di dollari, definendolo un utile strumento negoziale.

La decisione aveva alimentato preoccupazioni tra alcuni alleati asiatici degli Stati Uniti e tra esponenti repubblicani, timorosi che Washington potesse attenuare il proprio impegno verso Taipei in cambio di concessioni economiche. La Cina ritiene Taiwan parte del proprio territorio e non ha escluso l’uso della forza per assumerne il controllo.

Il tono adottato da Trump con Xi è apparso molto diverso da quello usato pochi giorni prima all’ONU, dove aveva rivendicato con impeto l’impiego della potenza militare americana e minacciato conseguenze estreme contro l’Iran.

Alla Casa Bianca il presidente ha invece insistito sulla sua “davvero grande amicizia” con Xi, sostenendo che i due Paesi hanno compiuto progressi sul fronte commerciale dopo il viaggio americano in Cina.

“Durante questa visita discuteremo anche questioni urgenti riguardanti sicurezza, tecnologia e ‘superintelligenza’”, ha dichiarato Trump, utilizzando ancora una volta il termine con cui preferisce indicare l’intelligenza artificiale.

Xi ha adottato una formulazione più istituzionale, sottolineando che gli interessi delle due economie sono profondamente intrecciati e che la competizione dovrebbe restare “sana”. Ha inoltre chiesto un trattamento equo per le aziende cinesi negli Stati Uniti e sostenuto la necessità di mantenere un dialogo regolare tra le forze armate dei due Paesi per prevenire crisi.

Edgard Kagan, già alto funzionario della Casa Bianca per l’Asia orientale, ha osservato che Trump tende a presentare il rapporto soprattutto come una relazione personale con Xi, mentre il presidente cinese appare più concentrato sul rapporto tra i due Stati.

Si tratta della prima visita di Xi a Washington da oltre un decennio e del secondo incontro quest’anno tra i leader delle due maggiori economie mondiali.

Il programma ha previsto una cerimonia militare con sorvolo di velivoli presso il Rose Garden e, dopo il colloquio a porte chiuse, una visita al nuovo eliporto costruito sul South Lawn della Casa Bianca.

Il giorno precedente Trump aveva accolto Xi alla Joint Base Andrews con un tappeto rosso direttamente sulla pista, un trattamento riservato a un leader straniero che non si vedeva dal 2015.

Sul fronte economico, il segretario al Tesoro Scott Bessent aveva già annunciato un’intesa con il vicepremier cinese He Lifeng per prorogare fino al 10 gennaio la sospensione della guerra commerciale.

Restano però aperti i nodi principali. Trump ha lasciato intendere di non voler promuovere nuove regole sull’intelligenza artificiale, mentre Xi ha dichiarato che lo sviluppo dell’AI deve rimanere sempre sotto controllo umano.

La competizione tecnologica tra le due potenze limita tuttavia lo spazio per accordi sostanziali. I colloqui potrebbero produrre intese più circoscritte su alcune tariffe doganali, sul contrasto al traffico di droga e sull’ampliamento dei contatti militari.

Trump dovrebbe inoltre chiedere la liberazione di cittadini americani e di altre persone detenute in Cina, mentre Xi continua a disporre di una leva rilevante tramite il controllo cinese sulle forniture di terre rare.

Sul dossier iraniano, Pechino non ha mostrato finora disponibilità a esercitare una forte influenza su Teheran. Durante l’incontro, Xi ha però espresso sostegno a un ritorno al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e a successivi negoziati di pace.

Alla cena di Stato sono attesi, tra gli altri, Tim Cook, Jeff Bezos, Sundar Pichai, Sam Altman, Elon Musk e Jensen Huang, mentre Trump dovrebbe mantenere in vigore i controlli americani sulle esportazioni tecnologiche che Pechino vorrebbe vedere allentati.